7.6.3 Ambienti di conservazione del seme

SEMENTI C 137 .6.3 Ambienti di conservazione del seme. Per una corretta conservazione dei semi 7 è fondamentale disporre di ambienti razionali e di idonee attrezzature. Essi devono: a. assicurare adeguata protezione contro le avversità di natura biotica (roditori, uccelli, insetti e funghi) che possono penetrare negli ambienti e distruggere o danneggiare i semi; b. favorire l aerazione e consentire il controllo della temperatura e dell UR dell aria per ridurre al minimo il deterioramento biochimico dei semi; c. essere di dimensioni (cubatura) e di materiali (isolanti) tali da essere economicamente adeguati alle necessità di stoccaggio delle sementi e ai costi necessari al loro condizionamento termo-igrometrico. 7.6.4 Contenitori di seme. Le sementi vengono stoccate, trasportate, commercializzate, sfuse o confezionate in contenitori di diversa grandezza e diverso materiale (stive, container, cassoni, pallet, sacchi, cartoni, bustine, barattoli). I più comuni sono i sacchi di juta, di cotone e di carta, che non sono a tenuta d umidità. Essi sono usati per le sementi di colture da pieno campo a semi amilacei (tipo cereali, foraggere, barbabietole) che, seminate entro breve termine (3-9 mesi) dalla lavorazione, non presentano rischi di deterioramento se sono conservate in ambienti asciutti ed aerati e con UR . 65% e T . 33 °C solo per poche ore. Per conservazioni a più lungo termine, si ricorre a materiali che diano migliore garanzia di tenuta , come l alluminio, in fogli o in lamine di diverso spessore, molto usati per bustine, sacchetti, scatole, sacchi, ecc., da soli o alternati con strati di materiali differenti (cellophane, polietilene, carta catramata, ecc.). A perfetta tenuta sono poi i barattoli metallici, e ancor più quelli di vetro, a chiusura ermetica. Con essi, la deumidificazione degli ambienti di conservazione, sempre costosa, può, secondo i casi, perdere rilevanza. 7.7 Commercio delle sementi. La produzione delle sementi, ai fini del commer- cio, è disciplinata nel nostro Paese dalla legge n. 1096/1971 e successive modificazioni ed integrazioni, che recepiscono le direttive della UE. Secondo tale normativa: a. il commercio può essere esercitato solo da produttori di sementi, ossia da imprese sementiere che lavorano le sementi e altri materiali di moltiplicazione selezionandoli, depurandoli dalle scorie e confezionandoli per il commercio, e che sono attrezzate in modo adeguato e in possesso dell apposita licenza rilasciata dalla CCIAA provinciale; b. gli agricoltori che producono il seme sono detti agricoltori moltiplicatori di sementi (AMS) e non possono, invece, commerciare direttamente le sementi prodotte, a meno che non siano attrezzati adeguatamente e provvisti di licenza di produttore sementiero; c. ogni stabilimento sementiero deve tenere un registro di carico e scarico, nel quale devono essere cronologicamente e analiticamente annotate tutte le partite di prodotti sementieri, distinguendo quelle prodotte direttamente da quelle acquistate; d. le sementi possono essere messe in commercio solo in involucri chiusi e sigillati, provvisti all interno e all esterno del cartellino del produttore con tutte le indicazione di legge relative alla semente (specie, varietà, peso, anno di produzione, purezza, germinazione con la data della determinazione, ecc.) e del cartellino ufficiale dell ente certificatore attestante la categoria (base, certificata, ecc.) di appartenenza e che il prodotto è stato sottoposto, con esito favorevole, ai controlli prescritti; e. possono essere commercializzate anche sementi prodotte e certificate in altri Paesi dell UE, o certificate secondo lo schema OECD o certificate in Paesi terzi, dei quali sia riconosciuta l equivalenza del sistema di certificazione, e che devono comunque portare il cartellino ufficiale dell ente certificatore; f. per le piccole confezioni e per i miscugli sono previste norme particolari. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi