8. Avvicendamenti e consociazioni

C 138 C.1 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 8. Avvicendamenti e consociazioni 8.1 Avvicendamento e rotazione. La constatazione che il ripetere la coltivazione della stessa specie per due o più anni consecutivi sul medesimo terreno porta a una riduzione della resa di prodotto e la conoscenza delle influenze che le colture esercitano sulle rese in prodotto delle colture che le seguono negli anni successivi hanno portato alla definizione dei concetti di stanchezza del terreno ed effetto residuo di fertilità (o caloria o forza vecchia ). Per stanchezza si intende il declino di produttività del terreno rispetto a una o più specie determinato dalla coltura di una di queste o di un altra determinata specie, ininterrottamente o periodicamente ripetuta oppure saltuariamente effettuata ; invece per effetti residui di fertilità si intendono quelli che una coltura lascia a disposizione della coltura successiva e derivano da cause i cui effetti si manifestano già sulla coltura precedente (L. Cavazza, 1974). Tra i mezzi per prevenire o rimuovere il degrado produttivo dovuto a stanchezza del terreno o ad altri effetti sfavorevoli delle colture vi sono l avvicendamento colturale continuo, cioè la successione nel tempo di colture diverse sullo stesso terreno, e l avvicendamento colturale discontinuo, cioè l avvicendarsi di colture e maggese, o riposo pascolativo , sullo stesso terreno. Intendiamo per maggese: il terreno lavorato oppure diserbato chimicamente; oppure lavorato e diserbato, ma non occupato da coltura per almeno un anno. Per riposo pascolativo intendiamo il terreno non lavorato e non diserbato, per uno o spesso per più anni, sul quale viene praticato il pascolamento degli animali per utilizzare la vegetazione cresciuta spontaneamente. Un ordinamento colturale, cioè la tipologia di colture che vengono praticate e la loro disposizione nello spazio aziendale, può essere costituito da una sola di esse (monocoltura) oppure da più colture (pluricoltura). Nel primo caso, qualora l ordinamento produttivo non cambi, sullo stesso terreno la coltura succederà a se stessa nel tempo; mentre nel secondo caso, colture diverse potranno succedersi, in rotazione nel tempo, sullo stesso terreno. La prima condizione costituisce pertanto una omosuccessione mentre la seconda dà luogo a una eterosuccessione di colture. Poiché la monocoltura ripetuta nel tempo con la stessa coltura comporta sempre una omosuccessione, il termine monocoltura è spesso usato dagli agronomi anche per indicare la ripetizione della stessa coltura sul medesimo terreno, in modo continuo nel tempo, per più cicli colturali (monocoltura continua) o in modo discontinuo (monocoltura discontinua; successione di una coltura per più cicli colturali e maggese o riposo pascolativo); mentre nel gergo economico i termini monocoltura e pluricoltura sono indipendenti dal modo di succedersi delle colture nel tempo e nello spazio, in quanto l accento è posto sull indirizzo produttivo che considera la coltura prevalente rispetto al valore complessi della Plv aziendale. Un ordinamento pluricoltura può prevedere una sola eterosuccessione, in cui si avvicendano tutte le colture, oppure più eterosuccessioni o ancora tante omosuccessioni, quante sono le colture, oppure numerose omosuccessioni e una o più eterosuccessioni. Possono coesistere più tipi di successioni colturali in una pluricoltura quando i terreni dell azienda sono molto diversi (es. per condizioni di ubicazione rispetto a mercati, centri di raccolta o di lavorazione dei prodotti o altro, di giacitura e pendenza che influenzano la meccanizzazione, di fertilità chimica, di disponibilità di acqua), per cui taluni sono particolarmente adatti a certe colture o a una sola coltura, mentre altri si prestano meglio alla coltivazione di altre specie.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi