8.1.1 Gli effetti di avvicendamento

AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI C 139 8.1.1 Gli effetti di avvicendamento. La tecnica dell avvicendamento colturale ha le sue basi negli effetti di avvicendamento delle colture, intesi come variazioni delle condizioni fisiche, chimiche, biologiche del terreno, indotte in qualsiasi maniera da una coltura i cui effetti si manifestano sulla o sulle colture successive. Sono effetti favorevoli di avvicendamento quelli che prevengono o rimuovono azioni negative di colture precedenti sulle condizioni fisiche, chimiche e biologiche del terreno o che migliorano tali condizioni indipendentemente dalle azioni di precendenti colture; sono invece effetti sfavorevoli di avvicendamento quelli che modificano negativamente le condizioni del terreno con danno alle successive colture. Essi sono il risultato delle azioni che le colture esplicano sul terreno direttamente per le caratteristiche della specie o delle specie coltivate e indirettamente per le pratiche agronomiche ad esse effettuate. Azioni delle colture sulle condizioni biologiche del terreno riguardano effetti su: piante infestanti; specie animali dannose (specialmente insetti e nematodi); parassiti vegetali e virotici; rapporti di simbiosi tra microorganismi e radici; popolazione microbica della rizosfera; attività enzimatiche del terreno. 1. Azioni delle colture sulle condizioni chimiche del terreno. Queste azioni determinano: variazioni della disponibilità di elementi nutritivi per effetto delle asportazioni colturali e di rapporti tra radici e microrganismi (fissazione di N; effetti della micorizzazione e di batteri sulla disponibilità del fosforo); variazione della concentrazione di elementi nutritivi; variazioni del pH, della sostanza organica, della concentrazione di sali, dell accumulo di sostanze tossiche prodotte dal terreno o dalla pianta oppure apportate al terreno (specialmente insetticidi, fungicidi, diserbanti). 2. Azioni delle colture sulle condizioni fisiche del terreno. Queste azioni determinano: variazioni dello stato di strutturazione del terreno in funzione delle caratteristiche dell apparato radicale della pianta, dell apporto di materiali organici alla coltura, dei residui organici lasciati dalla coltura, dell irrigazione alla coltura, con riflessi sulla possibilità di formazione di croste superficiali, sulle caratteristiche idrologiche del terreno, sulla compattezza, sulla tenacità e sulla lavorabilità del terreno; effetti diretti e residui delle lavorazioni effettuate sulle condizioni fisiche e idrologiche del terreno. Date le molteplici azioni, favorevoli o sfavorevoli, delle colture sul terreno e considerata la loro variabilità in funzione delle colture stesse, ne consegue che la fertilità del terreno, espressione delle sue condizioni fisiche, chimiche e biologiche, potrà avere nel tempo un regime stazionario o variabile in funzione delle colture e del modo di succedersi di esse, oltre che di altri fattori, come è schematizzato in Figura 1.36. Casi reali di variazioni della produttività del terreno in funzione dell avvicendamento colturale sono quelli indicati nelle Figure 1.37, 1.38, 1.39, 1.40, 1.41, 1.42 e nelle Tabelle 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, nelle pagine seguenti. Gli effetti di avvicendamento delle colture costituiscono pertanto un importante fattore da considerare nella scelta dell ordinamento colturale e dell ordine di successione delle colture, non solo per i loro effetti a breve termine sulle rese, ma anche per le loro influenze a medio e lungo termine sul regime di fertilità del terreno. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi