SEZIONE C

AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI C 143 miglioratrici era invece deAzotofissazione in diverse colture secondo TAB. 1.21 stinato alle colture da rinnovo vari Autori (R.J. Rennie, 1985) o preparatorie (mais, bietola, N fissato N fissato 3 100 soia, pomodoro, tabacco, gira- Coltura (kg/ha) N nella pianta sole, ecc.), generalmente col- Soia 10-115 23-67 ture sarchiate che aprivano un Fagiolo 25-125 30-68 ciclo di avvicendamento di col- Cece 24-84 47-60 ture e potevano ripetersi o non Lenticchia 129-192 72-86 ripetersi durante il ciclo, alle Pisello 83-189 62-82 quali erano riservate partico- Fava 138-237 64-92 lari cure nella lavorazione del Ginestrino 103 terreno, nella sarchiatura, nella Medica 138-224 43 letamazione; l attributo coltu- Trifoglio ladino 200 85-100 re miglioratrici era invece as- Trifoglio sotterraneo 180 88 segnato alle leguminose per il loro apporto di N al terreno (si vedano in proposito i dati della Tabella 1.21); quelli di pianta sfruttante , depauperante , peggioratrice o liquidatrice sono associabili ai cereali, in particolare a quelli vernini e al sorgo, per l impoverimento che determinano nel terreno (specialmente al livello di azoto) e per gli effetti di stanchezza provocati dal frumento. La classificazione delle colture nei gruppi suddetti ha perso invece molto dell originario significato nelle agricolture progredite, senza che peraltro sia venuto meno tutto, il suo interesse. La leguminosa conserva la sua funzione di miglioratrice della disponibilità di azoto nel terreno, così come le colture foraggere, in particolare quelle prative, conservano la loro funzione di piante miglioratrici delle condizioni fisiche del terreno, oltre che di quelle chimiche nel caso in cui si tratti di leguminose e di colture antierosione del terreno. Da quanto è stato detto in precedenza, si desume che gli effetti di avvicendamento dipendono fortemente dai mezzi tecnici impiegati nella coltivazione delle diverse specie. Casi concreti sull influenza della concimazione e dell irrigazione, sugli effetti di avvicendamento, sono riportati nei grafici delle Figure 1.41 e 1.42. Nel grafico della Figura 1.43 è invece esemplificato in modo schematico il caso di un fattore in grado di surrogare parzialmente, entro un determinato campo, l effetto di avvicendamento. Rotaz. Colt. continua Rese FIG. 1.43 Campo delle possibilità di surrogazione (5 area tratteggiata) dell effetto di rotazione mediante un altro fattore operante con meccanismo diverso e per sua natura non sostitutivo, ma additivo, opportunamente interagente con quello di rotazione (es. frumento in rotazione senza leguminose e frumento in ringrano continuo, rispetto a concimazione azotata). (L. Cavazza, Rivista di Agronomia , 2-3, 1974). Dose del fattore surrogante C

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi