SEZIONE C

C 144 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.22 Influenza della successione colturale sulle rese areiche di granella di cereali vernini, in normali condizioni di concimazione e di altre tecniche colturali Successione colturale Rese (t/ha) Frumento in successione a: frumento triticale orzo avena colza o pisello 3,80 3,92 4,39 4,56 4,65 mais sorgo 5,08 5,05 bietola da zucchero girasole soia 5,23 5,12 5,12 Successione colturale Rese (t/ha) Orzo in successione a: orzo frumento 3,93 4,44 Avena in successione a: avena frumento 5,28 5,39 Triticale in successione a: triticale frumento 4,65 4,95 La Figura 1.43 indica un caso reale in cui non c è effetto di surrogazione da parte della concimazione azotata (confronto tra le spezzate C e O). In Tabella 1.23 sono riportate le stime relative agli effetti dell avvicendamento per varie colture. Le forti interazioni tra avvicendamento colturale e altri fattori, specialmente concimazione e irrigazione, come esemplificano i dati dei grafici delle Figure 1.39 e 1.42, fanno sì che la dose ottimale di un fattore, sia sotto l aspetto di massimizzazione delle rese areiche sia sotto quello di massima convenienza economica, dipenda fortemente dalle colture che si avvicendano e dalla loro successione nel tempo sullo stesso terreno. In Tabella 1.29 sono riportati i dati che esemplificano le variazioni della dose ottimale di N nella concimazione del mais, rispetto alle diverse condizioni di avvicendamento colturale. L impiego dei vari mezzi tecnici (concimi, diserbanti, antiparassitari, macchine e strumenti per la lavorazione del terreno e acqua d irrigazione) permette di surrogare più o meno ampiamente l effetto dell avvicendamento fino alla completa surrogazione in certe situazioni. Le difficoltà che si incontrano nel controllo delle piante infestanti e dei parassiti e nel mantenimento della fertilità del terreno sono però crescenti passando dai classici schemi di avvicendamento a quelli via via più semplici fino all omosuccessione continua. L utilità dell avvicendamento delle colture è perciò evidente sotto l aspetto tecnico e rappresenta un importante mezzo per il contenimento dell input chimico e per la prevenzione o cura di fenomeni di inquinamento ambientale o di processi di degrado del terreno, in particolare erosione e impoverimento di sostanza organica. Una limitazione o rinuncia all avvicendamento può essere indotta dai seguenti fattori: condizioni economiche legate alla potenzialità produttiva delle colture nei vari ambienti, al prezzo dei prodotti, alla disponibilità e al costo dei mezzi impiegati nella produzione compresa la monodopera, e infine a esigenze organizzative della produzione. evidente che la scelta dovrà cadere sulla risultante delle varie azioni in grado di conciliare le esigenze tecniche (specialmente contenimento delle piante infestanti e dei parassiti delle colture e mantenimento della fertilità del terreno) con quelle economiche (giusta remunerazione per i fattori della produzione) e con quelle ambientali (mantenimento dell input chimico a livelli accettabili).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi