8.1.3 Prevenzione e cura di effetti sfavorevoli delle

C 148 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 8.1.3 Prevenzione e cura di effetti sfavorevoli delle colture. I mezzi per prevenire o limitare gli effetti sfavorevoli delle colture sono elencati di seguito. a. L adeguamento delle dosi di concime alle varie condizioni di successioni colturali (es. maggiori dosi di N in successioni colturali che non includano specie leguminose). b. L adeguamento dei programmi di diserbo e di difesa delle colture per contenere la diffusione delle piante infestanti e gli attacchi parassitari favoriti dalla omosuccessione continua o da avvicendamenti stretti. c. L impiego di varietà resistenti o tolleranti attacchi parassitari favoriti dalla omosuccessione continua, da avvicendamenti stretti o da determinate successioni colturali. d. L interramento di materiali organici per contenere gli effetti negativi delle colture sulle condizioni fisiche del terreno. e. L avvicendamento di colture irrigate e non irrigate dove l irrigazione può danneggiare seriamente il terreno (es. quando si ricorre all uso di acqua irrigua più o meno salmastra o quando si irrigano terreni difficili argillosi o limosi con struttura labile o scarsamente strutturati). L eliminazione degli effetti sfavorevoli delle colture accumulatisi nel tempo può avvenire per mezzo di tecniche specifiche di seguito richiamate. a. Trattamenti straordinari al terreno: (fumigazioni, trattamenti con calore, con nematocidi o con altri prodotti per rimuovere gli effetti sfavorevoli sulle condizioni biologiche del terreno determinati dall accumulo di parassiti), che per il loro costo sono però limitati a condizioni particolari (come i terreni delle serre o quelli destinati a vivai), alle colture con elevata produzione lorda vendibile come la fragola e le specie da fiore e, in certi casi, alle colture arboree. b. Riposo del terreno: con riposo pascolativo di media o lunga durata, tipico di agricolture estensive in climi sub-aridi o aridi. c. Variazione dell ordinamento colturale: inserendo nell avvicendamento nuove colture (es. prati per arrestare il degrado del terreno dovuto a erosione o a eccessivo impoverimento di sostanza organica; colture con maggiore capacità di contenimento di specie dannose o che permettono migliori interventi di difesa contro piante infestanti o contro parassiti). d. Variazioni dell ordinamento colturale: riducendo, fino alla eventuale esclusione, quelle colture che hanno determinato fenomeni di stanchezza o di degrado del terreno. e. Arricchimento del terreno: con materiali di origine organica o con elementi nutritivi. Il tempo necessario per eliminare l accumulo di effetti sfavorevoli è più o meno lungo in funzione dell obiettivo da raggiungere. Esso è molto breve, anche di un solo anno, nel caso di ripristino della disponibilità di elementi nutritivi attraverso l impiego di concimi; è di breve durata nel caso di ripristino di condizioni sanitarie dipendenti dalla rimozione di parassiti molto specifici e dotati di scarsa capacità di persistenza nel terreno; è di media o lunga durata quando si vogliano eliminare condizioni sfavorevoli dovute a parassiti poco specifici o dotati di notevole capacità di persistenza nel terreno oppure quando si vogliano eliminare sfavorevoli condizioni di presenza di piante infestanti di difficile controllo oppure ancora quando si voglia migliorare il contenuto di sostanza organica per ripristinare buone condizioni di strutturazione del terreno. Per questi ultimi aspetti si vedano i dati della Tabella 1.30 e dei grafici delle Figure 1.44 e 1.45.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi