1.8 Sistemazioni di collina

REGIMAZIONE IDRICA DEI TERRENI C 15 La chiusura degli sbocchi con delle reti, l applicazione di pozzetti spia ogni 200-300 m e la corretta progettazione e realizzazione dell impianto possono ridurre notevolmente le possibilità che si verifichino simili inconvenienti. Va segnalato infine che il drenaggio tubolare sotterraneo presenta sostanziali vantaggi per la gestione agricola: minime tare di coltivazione, libera circolazione delle macchine con conseguenti costi di produzione minori, lotta più facile contro le malerbe, ecc. Per questi motivi, quando correttamente progettato e realizzato, può essere considerato la soluzione tecnicamente ottimale per la moderna agricoltura. 1.8 Sistemazioni di collina. La regimazione dei deflussi veloci delle acque nei terreni in declivio è un intervento spesso necessario per rallentare la naturale erosione del suolo. Un deflusso lento, unito a una copertura vegetale con funzioni protettive, e una buona struttura del terreno sono condizioni determinanti per la sua conservazione. 1.8.1 Colture a strisce. Abbiamo visto precedentemente come la vegetazione influisca in vario modo sul fenomeno erosivo e come il suo contributo sia variabile da specie a specie. Proprio per questo motivo, l agronomo può fare una scelta fra le colture a disposizione e collocarle spazialmente in modo da limitare i danni dell erosione. L applicazione di questo concetto è rappresentato dalle coltura a strisce, soluzione interessante quando le pendenze non sono troppo accentuate (5-15%): si dispongono le specie dell ordinamento colturale in campi disposti secondo le curve di livello, di larghezza piuttosto limitata (10-20 m), e si alternano lungo il pendio le colture capaci di contenere con una certa efficacia il fenomeno erosivo (es. prati, erbai fitti, cereali vernini, colture arboree non inerbite) con quelle che invece presentano scarsa capacità protettiva (es. mais, bietola, patata). La brevità del tratto di terreno facilmente erodibile impedirà all acqua di assumere velocità eccessive. Le lavorazioni e la semina in file seguono il più possibile le linee di livello, tutti accorgimenti atti a rallentare il deflusso superficiale. Su terreni che presentano una maggiore pendenza (es. 25-30%), ma ancora di interesse agricolo, la regimazione dei deflussi superficiali (in assenza di sistemazioni) può essere raggiunta con la destinazione a prato o a pascolo permanente. Nei terreni non più interessanti dal punto di vista strettamente agrario, infine, la destinazione a bosco è quella che può assicurare un migliore controllo del fenomeno erosivo. Oltre a intervenire sulla vegetazione, per contrastare efficacemente il fenomeno erosivo, si può agire sul terreno cercando di migliorarne la struttura anche attraverso una sua appropriata sistemazione. Le sistemazioni dei terreni in pendio, di cui l Italia vanta una gloriosa tradizione, si attuano quando le pendenze sono superiori al 5%, perché sotto tale limite si possono ancora adottare le sistemazioni in piano viste precedentemente. Gli elementi costitutivi sono praticamente gli stessi (unità colturale, affossatura, capezzagne e baulatura), anche se la baulatura è quasi sempre mancante, avendo già il terreno una sua naturale pendenza. Le tipologie di sistemazioni più frequenti sono le seguenti. 1.8.2 Sistemazione a terrazzamento. L unità colturale (terrazzo) è di forma regolare, quasi orizzontale, con l asse maggiore che segue normalmente le curve di livello. Essa inoltre può presentare una leggera pendenza trasversale (verso monte o verso valle) e una piccola pendenza longitudinale. Il terrazzo può essere limitato a valle da una ripida scarpata rivestita da una cotica erbosa (ciglionamento) o da un muro verticale C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi