8.1.5 Impostazione e trasformazione della rotazione

C 150 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Si ha invece l avvicendamento libero quando le colture da avvicendare e la loro successione non sono elementi rigidi, ma variabili nel tempo, secondo scelte fatte di volta in volta annualmente, pur seguendo indirizzi guida proiettati nel tempo. Una condizione intermedia è quella che prevede uno schema rigido di rotazione tra gruppi di colture in funzione dei loro effetti di avvicendamento (colture miglioratrici, depauperanti, rinettanti) e una elasticità di scelta all interno di ogni gruppo che permetta una certa variazione dell ordinamento colturale nel tempo. Nel caso di avvicendamento chiuso si parla di rotazioni biennali, triennali, quadriennali, ecc., in funzione della durata del ciclo di rotazione. Sono evidenti i vantaggi e gli inconvenienti dei vincoli posti dalla rotazione, pertanto essa ha avuto, o ha, la sua importanza in caso di agricoltura tecnicamente poco evoluta e di non rilevante variabilità dei prezzi dei prodotti e dei fattori impiegati nella produzione. In queste condizioni il vincolo della rotazione voleva assicurare, o vuole assicurare, la conservazione del livello di fertilità del terreno. L avvicendamento libero è diventato invece via via più frequente con il progredire dei mezzi tecnici e della qualificazione professionale dell imprenditore e con il mutare delle condizioni di mercato verso una crescente dinamicità dei prezzi, rappresentando la condizione normale nelle agricolture progredite. 8.1.5 Impostazione e trasformazione della rotazione. L avvicendamento delle colture nel tempo presuppone anche l avvicendamento delle colture nello spazio aziendale. Normalmente, la superficie aziendale è divisa in tante parti di uguale peso quante sono le sezioni della rotazione e perciò gli anni di durata della rotazione. Per esempio, nel caso di rotazione quadriennale (in cui si avvicendino le colture A, B, C, D secondo l ordine: I anno coltura A, II anno coltura B, III anno coltura C, IV anno coltura D), le colture A, B, C e D costituiscono le 4 sezioni della rotazione, che possono essere contemporaneamente presenti se la superficie aziendale è abbastanza ampia da rendere conveniente effettuare tutte 4 le colture ogni anno; nel caso opposto, in ogni anno si effettuerà una sola delle quattro colture che si succederanno nel tempo secondo l ordine prestabilito. Nel primo caso la superficie aziendale sarà suddivisa in 4 parti di uguale superficie nel caso di terreno uniforme per potenzialità produttiva, mentre nel caso di terreno non uniforme le 4 parti avranno ognuna la propria potenzialità produttiva, ma superficie diversa. L impostazione della rotazione presuppone pertanto le seguenti condizioni. 1. Individuazione delle colture in funzione delle considerazioni di carattere agronomi- co riguardanti gli effetti delle specie vegetali sul terreno e sulle altre colture e in funzione delle più generali considerazioni di carattere economico, sociale e ambientale. 2. Individuazione dell ordine di successione: si tenga presente che nell ambito di uno stesso ciclo di rotazione una coltura può insistere sul terreno per più anni consecutivi, per esempio un medicaio di durata triennale o ringrano (frumento in successione a se stesso per uno o più anni); oppure essere presente per più anni, ma non consecutivi (es. I anno mais, II anno frumento, III anno bietola, IV anno frumento); in ogni caso ogni anno di ripetizione della coltura costituisce una sezione. 3. Suddivisione della superficie aziendale in tante parti quante sono le sezioni della rotazione. 4. Individuazione delle unità colturali o appezzamenti che entreranno a costituire le superfici destinate alle singole sezioni.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi