8.2 Consociazioni

AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI C 151 I vari elementi costituenti una rotazione (sezioni, unità colturali destinate alle varie sezioni, colture, ordine di successione delle colture negli anni del ciclo di rotazione) possono essere riuniti in un quadro di rotazione, come qui di seguito indicato per una rotazione quadriennale: TAB. 1.30 B Sezioni I Influenza della vegetazione prativa sul tenore in carbonio organico del terreno Unità colturali N° 1-2-5 Superficie (ha) 4,5-3,0-3,5 Anni del ciclo di rotazione I (2004-05) Bietola II (2005-06) Frumento III (2006-07) Mais IV (2007-08) Frumento II 3-4-7-8 3,0-4,0-2,0-2,0 Frumento Mais Frumento Bietola III 6-9-10 3,0-3,0-5,0 Mais Frumento Bietola Frumento IV 11-12 5,0-6,0 Frumento Bietola Frumento Mais Si noti che in ogni anno sono presenti tutte le colture e in ogni sezione si avvicendano nei quattro anni tutte le colture. La scelta delle unità colturali da attribuire alle varie sezioni è fatta tenendo conto di dover ottenere per ogni sezione la stessa potenzialità produttiva e cercando di comprendere nella stessa sezione unità colturali contigue, a meno che altri motivi non consiglino diversamente (es. in terreni declivi può essere utile distribuire a scacchiera le colture per un migliore controllo dell erosione). Un caso particolare è quello che considera una coltura di durata poliennale (es. medicaio, prato polifita), variabile (per il medicaio la durata economica può essere di 3 o 4 anni in funzione della rapidità di diradamento delle piante di medica e di diffusione delle piante infestanti) o il riposo pascolativo di media o lunga durata. In questo caso, per svincolarsi dalla rigidità del piano di rotazione che dovrebbe prestabilire la durata della coltura, il medicaio o altra coltura poliennale, così come il riposo pascolativo, non sono inseriti nel piano di rotazione, ma a queste colture viene destinata una superficie fuori rotazione. Al termine della coltura fuori rotazione, il terreno da essa occupato verrà inseriti nel piano di rotazione mentre da questo sarà stralciata una parte uguale o diversa da mettere fuori rotazione. Un altro caso è quello che prevede la trasformazione di una successione colturale in un altra più o meno diversa. In questo caso sono pure necessarie le fasi di studio preparatorie sopra elencate (individuazione delle colture, delle sezioni, delle unità colturali da destinare alle varie colture, dello schema di successione delle colture nel tempo), ma il passaggio alla nuova soluzione dovrà avvenire gradualmente, con uno o più anni di transizione, per non incorrere in inconvenienti di carattere tecnico o economicoorganizzativo (es. esigenze relative agli effetti di avvicendamento, all impiego delle macchine e della manodopera, a eventuali nuovi impianti, alla disponibilità di capitali per nuovi impianti). 8.2 Consociazioni. La consociazione, coltivazione contemporanea di due o più specie (consociazione interspecifica) o di due o più varietà appartenenti alla stessa specie (consociazione intraspecifica) sullo stesso terreno, può interessare l intera durata del ciclo colturale delle piante consociate (consociazione permanente) oppure solo una C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi