8.2.1 Condizioni sfavorevoli alla consociazione

AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI C 153 un miglioramento della produzione per effetto di un aumento della qualità del prodotto (es. con la consociazione di foraggere leguminose a foraggere graminacee si può migliorare la qualità del foraggio). Tra le piante consociate si stabiliscono relazioni che modificano i loro rapporti con fattori climatici (in particolare luce e temperatura), fattori pedologici legati alla disponibilità di elementi nutritivi e di acqua, escrezioni radicali (tossine, enzimi, altre sostanze organiche), specie parassite. Tali relazioni possono essere migliorate a vantaggio di un componente della consociazione (es. nella consociazione della medica con una graminacea da prato questa trae vantaggio dalla fissazione dell azoto atmosferico da parte della medica in simbiosi con il rizobio; in certe condizioni la bulatura di una leguminosa da prato in una coltura di frumento, cioè la semina della leguminosa in mezzo a frumento all inizio levata di questo, può essere favorevole per l ombreggiamento del cereale sulla leguminosa) o di più componenti della consociazione oppure possono essere modificate a svantaggio di uno o di tutti i componenti la consociazione, in proporzioni simili o differenziate (es. competizione per la luce, l acqua, gli elementi nutritivi). Pertanto tra i componenti la consociazione devono esistere determinate compatibilità biologiche e agronomiche in modo che: la competitività o aggressività di uno non pregiudichi l equilibrio della consociazione causando effetti eccessivamente sfavorevoli sugli altri; determinate fasi biologiche siano contemporanee quando ciò è necessario (es. contemporaneità di fioritura dell impollinante con quella delle piante che devono essere impollinate); gli interventi agronomici, specialmente i trattamenti di difesa contro i parassiti e contro le piante infestanti, siano compatibili con tutti i componenti la consociazione, fatta eccezione per la coltura promiscua nella quale i trattamenti possono essere differenziati e per taluni casi di consociazione temporanea fra specie erbacee (es. quando un componente è disposto a file distanti oltre 150-200 cm, per cui con accortezza e impegno di lavoro possono essere eseguiti su di esso interventi localizzati). 8.2.1 Condizioni sfavorevoli alla consociazione. Le condizioni sfavorevoli sono di seguito riepilogate: a. epoca di semina o di trapianto non contemporanea, per cui è difficoltoso o impossi- bile l impiego delle macchine per uno dei componenti la consociazione; b. modalità di semina diverse che comportano l uso di macchine differenti; c. difficoltà o impossibilità di eseguire meccanicamente la raccolta (es. quando com- porta l impiego di macchine distruttive diverse per cui il passaggio della prima distruggerebbe le piante di uno o degli altri componenti la consociazione), con conseguente necessità di eseguire il lavoro manualmente; d. minore agevolezza nell esecuzione meccanica dei lavori colturali per la coltura arbo- rea in coltura promiscua. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi