9. Controllo delle piante infestanti

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C.1 C 155 9. Controllo delle piante infestanti La definizione maggiormente accettata di pianta infestante è pianta che cresce dove non è desiderata ; essa è contenuta nello statuto della Weed Science Society of America e può essere integrata con che interferisce con gli obiettivi e le esigenze dell uomo come ha fatto l European Weed Research Society (EWRS). Questa definizione è ispirata a un concetto agronomico ed economico. Dal punto di vista botanico le piante infestanti sono piante adattate ad ambienti antropizzati dove interferiscono con l attività, la salute ed i desideri degli uomini (Holzner, 1978; Fryer, 1979). Ed ancora: Pianta la cui utilità non è stata ancora scoperta (Waldo Emerson, da King, 1966), in quanto una malerba per alcuni uomini può essere una pianta alimentare (Harlan e De Wet, 1965), come dimostra il fatto che le piante infestanti sono oggetto di numerose ricerche volte a scoprire nuove fonti proteiche. Il concetto di pianta infestante è relativo e non assoluto poiché la stessa specie può essere utile in alcune condizioni e dannosa in altre. Tutti i malerbologi sono d accordo nel definire l ideotipo di pianta infestante nel seguente modo: può germinare in condizioni molto diverse; può crescere rapidamente dall emergenza alla fioritura; può essere autocompatibile, ma non completamente autogama o in alternativa, avere un impollinazione incrociata; può fornire un abbondante produzione di semi molto longevi e disperdibili in un ampio raggio; può avere un elevata capacità competitiva. Generalmente le erbe o piante infestanti vengono chiamate più brevemente malerbe, anche se non sempre una pianta infestante è una malerba: infatti, se una specie è presente in misura da non causare danni, oppure quando contribuisce ad abbellire il paesaggio, non va considerata una cattiva erba. Come riportato da P. Catizone e G. Zanin (2001), secondo Trumper e Vigolo, il termine mala herba racchiude un ampia gamma di significati e quindi contiene anche quello di pianta infestante . La malerbologia è la branca delle scienze agrarie che studia la biologia e l ecologia delle malerbe e il loro ruolo nell agroecosistema. Il controllo delle malerbe è una tecnica agronomica che, partendo dalla conoscenza della biologia ed ecologia delle erbe infestanti, mette in atto tutti i metodi (diretti e indiretti, preventivi ed eradicanti, fisici, meccanici, biologici e chimici) atti a eliminare le erbe infestanti o a prevenirne la nascita. 9.1 Classificazione delle piante infestanti. Le piante infestanti possono essere classificate in funzione della loro forma biologica, della ecofisiologia, della botanica sistematica e dell ecologia. La classificazione per forma biologica è basata sul modo di riproduzione e sulla durata del ciclo vegetativo. Secondo J. Montegut (1984), che ha ripreso e modificato la classificazione di Raunkiaer (1934), adattandola allo studio della flora infestante, possono essere distinti i seguenti tipi biologici di malerbe: terofite; emicriptofite; geofite; camefite; fanerofite; nanofanerofite; epifite; elofite; idrofite. Le loro caratteristiche sono riportate nelle Tabelle 1.31 e 1.32. La classificazione ecofisiologica delle malerbe è sempre opera di Montegut e si basa sulla loro nascita nei diversi periodi dell anno; egli le divide in cinque gruppi ecofisiologici (Tab. 1.33). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi