SEZIONE C

C 156 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.31 Classificazione per forma biologica delle malerbe (G. Zanin, M.C. Zuin e P. Catizone, 2001) Propagazione solo per seme Terofite (Th) - Ciclo annuale Fine inverno Autunno-inverno Indifferente Biennali (H2) - Ciclo biennale Autunno Primavera Th1 Th2 Th1-Th2 Th2-H2 H2 Propagazione per seme e gemme poco interrate Colletto con gemme Emicriptofite (Hr) - Ciclo pluriennale Colletto tuberificato con Colletto con gemme 1 gemme stoloni Colletto con gemme 1 gemme radicali Hr Hr-t Hr-dr Hr-st Propagazione per seme e gemme portate da organi vegetativi profondi A bulbi A tuberi A rizomi Gb Gt Grh Geofite (G) - Piante vivaci A gemme A bulbi 1 A rizomi 1 A gemme radicali radicali 1 tuberi stoloni rizomi Gdr Gb-t Grh-st Gdr-rh A gemme radicali 1 rizomi 1 stoloni Gdr-rh-st Propagazione per seme e gemme poste sopra il terreno su strutture più o meno lignificate Camefite (Ch) Nanofanerofite (Nph) Lignificazione solo alla Gemme su strutture più Cespugli e arbusti base del germoglio e lignificate di almeno due gemme appena sopra il anni di vita; gemme poste terreno o al massimo su decisamente sopra il terregetti alti 25 cm (limite no a un altezza massima di arbitrario) 50 cm (limite arbitrario) Chh Fanerofite (Ph) Alberi Chl La classificazione botanica si basa sulla loro appartenenza alle diverse gerarchie sistematiche. Un esempio di classifica per il papavero comune, partendo dall ordine, può essere: Ordine: Papaverales; Famiglia: Papaveraceae; Sottofamiglia: Papaveroideae; Tribù: Papavereae; Genere: Papaver; Specie: Papaver rhoeas. La classificazione ecologica suddivide le piante infestanti in segetali, ruderali, ambientali, acquatiche, delle colture foraggere poliennali (prati, prati-pascoli e prati permanenti) (Ferrari et al., 1987) e forestali. Tra questi gruppi di specie, di seguito brevemente descritte, vi può essere un graduale passaggio. a. Segetali. Le piante infestanti segetali sono quelle che vivono prevalentemente o esclusivamente nelle colture agrarie avvicendate (segetum = coltura). Possono essere annuali o perenni: l uno o l altro gruppo tende a prevalere in funzione dell epoca e della frequenza delle lavorazioni del terreno per la semina o il trapianto delle colture. b. Ruderali. Le piante infestanti ruderali sono quelle che vivono prevalentemente o esclusivamente nei ruderi (rudus = rudere), ai bordi di strade e ferrovie, nelle discariche e nei terreni non più coltivati da pochi anni, cioè in ambienti caratterizzati da ridotta competizione, elevata disponibilità di sostanza organica ed elementi nutritivi. Molto frequente è il passaggio delle specie da ruderali a segetali.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi