SEZIONE C

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI TAB. 1.32 C 157 Classificazione per forma biologica delle principali specie non annuali (G. Zanin, M.C. Zuin e P. Catizone, 2001, modificata) H2 Anthriscus sylvestris Carduus nutans Cirsium vulgare Pastinaca sativa Picris hieracioides Senecio jacobaea Th2-H2 Conium maculatum Crepis vesicaria Daucus carota Lactuca serriola Lactuca saligna Malva sylvestris Picris echioides Sisymbrium officinale Th-Hr Cichorium intybus Medicago lupulina Oxalis corniculata Plantago major Poa trivialis Verbena officinalis Hr Artemisia vulgaris Deschampsia caespitosa Epilobium tetragonum Heracleum sphondylium Holcus lanatus Plantago lanceolata Trifolium pratense Hr-st Agrostis stolonifera Bellis perennis Potentilla reptans Ranunculus repens Paspalum dilatatum Hr-t Phytolacca americana Symphytum officinale Hr-dr Rumex obtusifolius Taraxacum officinale Grh Achillea millefolium Elymus (Agropyron) repens Epilobium hirsutum Equisetum arvense Equisetum telmateja Imperata cylindrica Mentha arvensis Pteridium aquilinum Polygonum amphibium Sambucus ebulus Sorghum halepense Tussilago farfara Urtica dioica Gdr Linaria vulgaris Rumex acetosella Sonchus arvensis Gb Allium polyanthum Allium vineale Muscari comosum Ornithogalum umbellatum Ranunculus bulbosus Gt Arrhenatherum elatius subsp. bulbosum Arum italicum Bryonia cretica subsp. dioica o B. dioica Cyperus esculentus Cyperus rotundus Lathyrus tuberosus Grh-st Artemisia verlotorum Cynodon dactylon Paspalum paspaloides Gb-t Oxalis pes-caprae Ranunculus ficaria Gdr-rh Cardaria draba Cirsium arvense Convolvulus arvensis Rorippa sylvestris Gdr-rh-st Calystegia sepium Chh Ajuga reptans Diplotaxis tenuifolia Glechoma hederacea Hypericum perforatum Prunella vulgaris Senecio inaequidens Veronica chamaedrys Veronica serpyllifolia Chl Calluna vulgaris Hedera helix Lavatera arborea Rubus spp. Nph Clematis vitalba Cornus sanguinea Crataegus monogyna Cytisus scoparius Rosa canina Rubia peregrina c. Ambientali. Le piante infestanti ambientali sono quelle che colonizzano la vegeta- zione naturale e spesso sostituiscono le specie spontanee. Un esempio è costituito da Robinia pseudoacacia, che nei terreni poco fertili cresce per circa vent anni, per poi lasciare il posto ad altre specie arbustive ed erbacee. d. Acquatiche. Le piante infestanti acquatiche sono caratterizzate da un elevata esigenza idrica, sopportano ambienti asfittici, e sono capaci di utilizzare l ossigeno dell acqua. e. Infestanti dei prati, prati-pascoli, pascoli permanenti e tappeti erbosi. Un caso particolare è rappresentato dalle piante spontanee nelle colture foraggere poliennali (prati, prati-pascoli, pascoli permanenti) utilizzate dal bestiame o nei tappeti erbosi destinati ad attività sportive o ricreative in genere. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi