SEZIONE C

C 158 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.33 Classificazione ecofisiologica delle principali malerbe (J. Montegut, 1984) 1) Indifferenti 1.1) Totalmente indifferenti: Poa annua, Senecio vulgaris, Stellaria media 1.2) Parzialmente indifferenti: Anthemis spp., Arenaria serpyllifolia, Borago officinalis, Calendula arvensis, Cerastium glomeratum, Conyza canadensis, Erigeron annuus, Euphorbia helioscopia, Fumaria officinalis, Galinsoga parviflora, Geranium spp., Lamium amplexicaule, Lamium purpureum, Lathyrus spp., Lolium multiflorum, Lolium perenne, Lolium rigidum, Malva spp., Matricaria spp., Medicago spp., Poa trivialis, Rumex spp., Sonchus asper, Sonchus oleraceus, Spergula arvensis, Taraxacum officinale, Thlaspi arvense, Trifolium spp., Veronica persica 1.3) Apparentemente indifferenti: Hirschfeldia spp., Rapistrum rugosum, Raphanus raphanistrum, Sinapis arvensis 2) Autunnali 2.1) A germinazione autunnale stretta: Regioni temperate: Arabidopsis thaliana, Cardamine hirsuta, Holosteum umbellatum, Saxifraga tridactylites, Thlaspi perfoliatum, Valerianella locusta, Veronica hederifolia (q.p.) Regioni mediterranee: Aegilops spp., Diplotaxis erucoides, Diplotaxis muralis, Valerianella pumila, Vicia spp. 2.2) A germinazione autunnale preferenziale o pre-primaverile: Regioni temperate: Adonis spp., Alopecurus myosuroides, Avena fatua (q.p.), Centaurea cyanus, Consolida regalis, Galium aparine, Lactuca serriola, Lapsana communis, Bromus sterilis Regioni mediterranee: Anchusa officinalis, Avena barbata, Avena sterilis subsp. ludoviciana, Cnicus benedictus, Crepis foetida, Lactuca saligna, Myagrum perfoliatum 2.3) A germinazione preferenzialmente post-invernale e occasionalmente autunnale: Carduus nutans, Cichorium intybus, Cirsium vulgare, Crepis biennis, Daucus carota, Echium plantagineum, Echium vulgare, Reseda luteola, Senecio jacobaea, Silybum marianum, Verbena officinalis 3) Invernali Alchemilla arvensis, Apera spica-venti, Chrysanthemum segetum, Juncus bufonius, Myosotis spp., Papaver spp., Ranunculus arvensis, Legousia speculum-veneris, Veronica hederifolia (q.p.), Viola arvensis 4) Primaverili 4.1) Primaverili strette: Aethusa cynapium, Ambrosia artemisiifolia, Ammi majus, Avena fatua (q.p.), Bifora radians, Fallopia convolvulus, Galeopsis tetrahit, Petroselinum segetum, Polygonum aviculare, Reseda lutea, Turgenia latifolia 4.2) Primaverili prolungate: Abutilon theophrasti, Acalypha virginica, Ajuga chamaepitys, Anagallis arvensis, Atriplex patula, Bidens spp., Chaenorrhinum minus, Chenopodium album (q.p.), Chenopodium hybridum, Euphorbia exigua, Galeopsis ladanum, Kickxia elatine, Kickxia spuria, Polygonum lapathifolium, Polygonum persicaria, Stachys annua 5) Estive 5.1) Sub-termofile: Chenopodium album (q.p.), Chenopodium polyspermum, Digitaria sanguinalis, Gnaphalium uliginosum, Mercurialis annua, Plantago major, Setaria viridis, Solanum nigrum, Urtica urens 5.2) Termofile: Agrostis verticillata, Amaranthus spp., Chenopodium opulifolium, Chenopodium vulvaria, Datura stramonium, Echinochloa colonum, Echinochloa crus-galli, Eleusine indica, Eragrostis minor, Eragrostis pilosa, Euphorbia peplus, Heliotropium europaeum, Nicandra physalodes, Panicum capillare, Panicum dichotomiflorum, Panicum miliaceum, Portulaca oleracea, Setaria glauca, Setaria verticillata, Salsola kali, Sorghum halepense, Xanthium spp. q.p. = quota parte. f. Infestanti forestali. Le infestanti forestali sono generalmente specie a ciclo annuale nei vivai e poliennale nei boschi. Possono avere uno sviluppo erbaceo o arbustivo e sono molto competitive, soprattutto nei primi stadi vegetativi delle colture boschive, sia conifere che latifoglie. g. Piante parassite. Le piante parassite, contrariamente a quelle infestanti, sono organismi vegetali generalmente eterotrofi, incapaci di sintetizzare i composti necessari per il proprio sviluppo in quantità sufficiente. Per questo motivo esse si insediano su un altra pianta, detta ospite, cui sottraggono nutrimento tramite strutture denominate austori, che collegano anatomicamente i tessuti conduttori delle due piante.

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi