9.3.3 Danno per allergie da polline

C 164 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 9.3.3 Danno per allergie da polline. Il polline prodotto da alcune piante può arrecare danni alla salute umana, provocando in numerosi individui manifestazioni allergiche di varia natura. Il polline è ricco di proteine e se il granulo pollinico è trasportato dal vento e si posa sulle mucose di individui sensibili, alcune di queste sostanze proteiche si comportano come antigeni e stimolano la risposta immunitaria dell organismo, con conseguente iperproduzione di anticorpi, seguita da reazioni fisiologiche come lacrimazione, starnuti, rinorrea, prurito, asma bronchiale, ecc. Le specie più dannose sono quelle spontanee e, tra queste, alcune diffuse piante infestanti le colture agrarie. Le specie più rappresentative appartengono alla famiglia delle Graminaceae, soprattutto Poa spp., Dactylis glomerata, Phleum pratense, Lolium spp., Elymus repens, Festuca spp., ai cui pollini risulta sensibile oltre il 10% della popolazione italiana. Il periodo dell anno in cui si manifestano più frequentemente le allergie è legato all epoca di pollinazione delle specie allergeniche. La stagione primaverile-estiva è legata alla pollinazione delle graminacee, della parietaria e dell olivo, che determinano le allergie più importanti; la stagione estivo-autunnale è legata alla pollinazione delle Compositae, nonché al secondo picco di pollinazione delle Graminaceae, Chenopodiaceae e Amaranthaceae. Nelle regioni meridionali e costiere tali periodi possono essere più estesi e interessare gran parte dell anno. 9.3.4 Ostacolo alla raccolta dei prodotti. La presenza delle piante infestanti in mezzo alle colture, al momento della loro maturazione, costituisce un ostacolo alle operazioni di raccolta, soprattutto se essa è eseguita a macchina: ciò comporta un loro rallentamento, una perdita di produzione e, spesso, una maggiore spesa per la separazione dei prodotti. Nel frumento e nell orzo la presenza in luglio di malerbe ancora non secche, ma vigorosamente vegetanti, favorite in questo da piogge cadute in giugno, ostacola il lavoro della mietitrebbia (fino a impedirlo) per la maggiore umidità che conferisce alla massa vegetativa. Analogamente nel girasole, la presenza di piante infestanti della stessa specie, spesso ramificate, crea non pochi ostacoli a una rapida esecuzione della raccolta. Nelle colture seminate a file molto ravvicinate (spinacio) o a spaglio (alcune cipolle da industria), è impossibile eseguire la raccolta a macchina se non si asportano prima tutte le malerbe presenti. 9.3.5 Interferenza con la gestione dell acqua. Le malerbe che crescono sugli argini e soprattutto quelle sommerse causano una riduzione del flusso dell acqua, che limita la possibilità di irrigare gli appezzamenti più lontani. Il rallentamento del flusso dell acqua causa un aumento dell evaporazione. Fecondazione di fiori. La presenza di piante infestanti con fiori molto vistosi quali senape, papavero, fiordaliso, ecc., distoglie alcuni insetti dall impollinazione di piante utili quali erba medica, lupinella, ecc., creando un danno alla loro produzione di seme. Lavorazioni. Alcune lavorazioni, e in particolare l estirpatura e l aratura, si eseguono soprattutto per distruggere le piante infestanti; tuttavia una loro massiccia presenza può ostacolarne l esecuzione anche a causa di una minore aderenza dei mezzi meccanici, soprattutto se la vegetazione è bagnata. Diffusione di insetti e di organismi patogeni. Le piante infestanti costituiscono uno dei mezzi di diffusione e di sopravvivenza di microrganismi e insetti, tra cui numerosi patogeni e fitofagi delle piante coltivate. Vi sono alcune centinaia di piante spontanee capaci di ospitare organismi nocivi per le colture; fra loro vi sono insetti, virus,

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi