9.4 Controllo delle piante infestanti con mezzi meccanici

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 165 crittogame e nematodi. In particolare tre sole malerbe (Stellaria media, Senecio vulgaris e Chenopodium album) sono in grado di ospitare decine di parassiti dannosi per moltissime specie coltivate, mentre diverse altre specie vegetali costituiscono serbatoi infettivi di virus e fitoplasmi dannosi alle piante coltivate. 9.4 Controllo delle piante infestanti con mezzi meccanici 9.4.1 Interventi in assenza della coltura. Il controllo meccanico delle piante infestanti può essere diretto o indiretto e può avvenire in assenza o in presenza della coltura. Nel controllo diretto le lavorazioni del terreno, consistenti soprattutto nell aratura, estirpatura ed erpicatura per la preparazione del letto di semina o di trapianto, hanno sempre costituito, e ancora costituiscono, il mezzo principale per l eliminazione della vegetazione infestante. Con l inversione degli strati di terreno, molti semi vengono interrati, ma altri, seppure in numero ridotto, sono riportati in superficie e, con l interruzione della dormienza, messi in condizione di germinare. In particolare l aratura è molto utile quando nel terreno vi sono numerose malerbe perenni con organi di propagazione vegetativa sotterranei (rizomi, bulbi) che, riportati in superficie in estate o in inverno, possono essere devitalizzati o danneggiati rispettivamente dalle alte o basse temperature. Su terreni lavorati superficialmente si hanno emergenze più precoci in quanto i semi sono messi in condizione di reagire prima alle variazioni climatiche (innalzamenti di temperatura dell aria, piogge anche ridotte, ecc.); questo favorisce la germinazione delle piante infestanti prima della semina della coltura e facilita l eliminazione delle stesse attraverso le lavorazioni complementari. Sotto la spinta di esigenze energetiche, agronomiche e ambientali, sono state introdotte nuove tecniche di lavorazione in alternativa all aratura tradizionale: queste tecniche hanno permesso una consistente riduzione dei consumi di carburante, un incremento delle capacità lavorative con trascurabile riduzione della produzione delle colture, ma hanno determinato una evoluzione quantitativa e qualitativa della flora infestante. A parità di profondità di lavorazione, l aratura presenta una capacità di interramento dei semi superiore rispetto alla discissura che, invece, tende a concentrarli maggiormente negli strati superficiali. In genere l interramento è più profondo nei terreni sabbioso-limosi che in quelli argillosi. La preparazione del terreno con attrezzi discissori presenta un limitato riporto in superficie dei semi già interrati con la progressiva loro concentrazione negli strati superficiali. Del resto le nuove tecniche di lavorazione determinano la formazione di un quantitativo di semi in superficie e quindi producono un numero maggiore di malerbe rispetto a quanto avviene nel terreno arato tradizionalmente. Questo fenomeno è confermato dalle sempre più frequenti infestazioni elevate di Alopecurus myosuroides, Phalaris brachystachys, Bromus sterilis in cereali seminati su terreni preparati con la tecnica del minimum tillage. Se le lavorazioni minime accentuano i problemi legati alle malerbe annuali, la non lavorazione del terreno ha, senza dubbio, un effetto favorevole sullo sviluppo e sulla diffusione delle malerbe perenni (Sorghum halepense, Cynodon dactylon, Elymus repens, Convolvulus arvensis, Equisetum spp.). Per utilizzare al meglio l azione rinettante delle lavorazioni, in assenza della coltura, si può impiegare la tecnica della falsa semina che consiste nell eseguire tutti gli interventi meccanici che preparano il terreno per la semina della coltura senza eseguire quest ultima operazione, lasciando quindi emergere le piante infestanti per eliminarle poi con un leggero intervento meccanico o con un erbicida totale. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi