9.4.2 Interventi in presenza della coltura

C 166 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Tuttavia, è importante evitare sempre, in prossimità della semina, interventi meccanici che danneggino il buono stato strutturale del terreno. 9.4.2 Interventi in presenza della coltura. In presenza della coltura l eliminazione meccanica delle piante infestanti può essere eseguita mediante la sarchiatura e l erpicatura. La sarchiatura è il più efficace mezzo meccanico per l eliminazione delle malerbe che nascono nell interfila di colture a file ben spaziate (mais, soia, barbabietola, peperone, ecc.). Ha come obiettivo anche quello di ridurre l evaporazione dell acqua dal terreno, arieggiare terreni compatti, eliminare la crosta superficiale e ridurre la resistenza del terreno allo sviluppo radicale. Su diverse colture (tabacco, barbabietola, girasole, ecc.), quando il diserbo chimico è stato efficace, le sarchiature possono essere tralasciate senza problemi di ordine produttivo. Tuttavia non bisogna dimenticare che la sarchiatura e il diserbo chimico possono validamente integrarsi al fine di ridurre l impiego degli erbicidi. Una tecnica praticabile a tal fine consiste nell eseguire il diserbo solo su una ristretta fascia in corrispondenza della fila controllando, con sarchiature meccaniche, le malerbe sviluppatesi nell interfila. Questo tipo di tecnica, che limita a circa un terzo la superficie interessata dal diserbo chimico, è possibile con diserbatrici opportunamente adattate oppure con attrezzi combinati (seminatrici o trapiantatrici diserbatrici e sarchiatrici diserbatrici). Andamenti stagionali piovosi rendono spesso i terreni argillosi non adatti alla sarchiatura. Quando le sarchiature vengono effettuate dopo l esecuzione del diserbo chimico, il movimento del terreno può provocare una minore efficacia degli erbicidi già distribuiti e mettere i semi delle malerbe in condizione di germinare ed emergere. L erpicatura, nelle colture seminate a file molto ravvicinate (es. cereali autunno-vernini), permette di eliminare le piante infestanti annuali, poco sviluppate e a radicazione superficiale. Si esegue con particolari erpicidi, detti strigliatori , dotati di denti flessibili che vibrano durante il movimento dell erpice, muovendo superficialmente il terreno e svolgendo così l azione rinettante. Questo intervento ha scarsa efficacia nei confronti delle infestanti graminacee e in genere verso le malerbe radicate in profondità. In alcuni casi, inoltre, gli strumenti di lavorazione possono danneggiare le malerbe, ma anche la coltura. La rincalzatura con apposita attrezzatura, solitamente costituita da rincalzatori ad alette fisse o mobili, è in grado di rimuovere il terreno fino a una profondità di 6-10 cm e spostarlo dall interfila alla fila della coltura; è possibile eliminare le malerbe ancora poco sviluppate (12-20 cm di altezza). La distruzione avviene sradicando le malerbe al centro o ai lati dell interfila e ricoprendo quelle in prossimità della fila della coltura. Ovviamente si può effettuare nelle colture seminate o trapiantate a file ben distanziate (mais, tabacco, ecc.), pur nella consapevolezza di alterare lo strato di terreno interessato dal diserbo. Trova applicabilità inoltre per favorire un miglior ancoraggio delle piante, nelle zone ventose e per alcune colture raccolte a macchina. La spazzolatura del terreno con piante infestanti nei primi stadi di sviluppo, mediante spazzolatrici dotate di spazzole rotanti, consente la loro eliminazione nelle colture arboree e da orto. Lo sfalcio delle malerbe si esegue anche a favore delle colture arboree e orticole poliennali sia nella loro interfila che nella fila mediante macchine dotate di apposito tastatore che allontana la lama falciante dalle piante coltivate. Può essere sfalciata anche l infestante riso crodo quando sovrasta il riso coltivato; così si riduce la sua disseminazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi