9.4.3 Recupero dei semi dalle mietitrebbie

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 167 9.4.3 Recupero dei semi dalle mietitrebbie. Le mietitrebbie dovrebbero essere dotate di dispositivi atti a raccogliere i semi durante la raccolta in modo che non ricadano nel terreno o si uniscano alla granella. Ovviamente i semi raccolti vanno poi distrutti. 9.5 Controllo delle piante infestanti con mezzi fisici 9.5.1 Pacciamatura. La pacciamatura consiste nel ricoprire il terreno con materiale opaco di varia natura: residui colturali secchi (paglia, stocchi, cortecce, ecc.) o verdi (sfalci di erbaio o prato), cartoni o film plastici. Questa tecnica consente di ottenere spesso un innalzamento della temperatura del terreno, di ridurre l evaporazione dell acqua, migliorando la struttura del terreno e favorendo le attività microbiche di mineralizzazione e nitrificazione. La pacciamatura, a seconda del materiale utilizzato, può esercitare anche un attività di contenimento delle piante infestanti e viene generalmente realizzata impiegando i film plastici che presentano, rispetto ad altri materiali, notevoli vantaggi: sono leggeri, flessibili, hanno una buona durata e la loro messa in opera è facile e può essere eseguita meccanicamente. I materiali plastici più utilizzati sono il polietilene (PE), che è molto leggero ed economico, e il polivinilcloruro (PVC) che, rispetto al precedente, presenta maggiore resistenza meccanica e durata, ma costi più alti. Un altro materiale utilizzabile è l etilvinilacetato (EVA) che ha proprietà intermedie rispetto ai primi due. Lo spessore dei film plastici varia da 0,02 a 0,2 mm: con l aumento dello spessore del film crescono la resistenza e il costo. I film plastici possono essere trasparenti o colorati; i primi lasciano passare quasi tutta la radiazione incidente, quelli neri l assorbono quasi completamente, mentre quelli bianchi la riflettono in gran parte. I film di altri colori sono invece fotoselettivi perché assorbono gran parte delle radiazioni visibili mentre lasciano passare quelle dell infrarosso corto. Il riscaldamento del suolo indotto dal film è collegato alla sua trasparenza, alla radiazione infrarossa corta proveniente dal sole e all opacità del film verso la radiazione terrestre infrarossa lunga (effetto serra). Il film nero risulta il più adatto per la lotta alle piante infestanti, in quanto queste non riescono a svilupparsi per mancanza di luce. I film trasparenti, invece, grazie all azione combinata di luce, temperatura e umidità, creano al loro interno un microclima molto favorevole, soprattutto per la vegetazione infestante macroterma che vi si sviluppa rigogliosa. Ciò consente di poter conoscere in anticipo la flora che si può sviluppare in un determinato appezzamento programmando più razionalmente una sua eliminazione con il diserbo chimico o con una leggera erpicatura. I film bianchi si comportano in maniera molto simile ai film trasparenti perché sono anch essi abbastanza permeabili alla luce. La lotta alle piante infestanti con la pacciamatura potrebbe migliorare impiegando i film fotoselettivi. Questi infatti assorbono gran parte della radiazione visibile e quindi impediscono lo sviluppo delle piante infestanti, come i film neri, e nel contempo fanno passare le radiazioni infrarosse corte e quindi determinano un riscaldamento del terreno pari a quello indotto dai film trasparenti. Questi fattori influenzano la coltura che, grazie al riscaldamento del terreno, è più precoce e non rischia ustioni a contatto con il film. Tra i film fotoselettivi sono abbastanza impiegati quelli grigi, bruno-violetti e verdi. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi