9.7.1 Scoperta di un erbicida

C 172 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Nel 1932 Pastac e Truffaut scoprirono e brevettarono il DNOC (DiNitroOrtoCrescolo) per il diserbo dei cereali, chiamato colorante nitrico o più semplicemente giallo per il suo tipico colore; questo erbicida ha avuto molto successo fino a un recente passato. Nel 1944 è stata resa nota la scoperta dei diserbanti ormonici avvenuta negli USA (2,4 D) e in Inghilterra (MCPA) alcuni anni prima, ma tenuta segreta per motivi di sicurezza fino al termine della seconda guerra mondiale. Da allora sono state sintetizzate alcune centinaia di principi attivi erbicidi, molti dei quali sono ancora disponibili per il diserbo delle diverse colture agrarie. 9.7.1 Scoperta di un erbicida. Dall impiego del fuoco o di particolari sostanze organiche di origine naturale (petrolio, ceneri, ecc.) e di prodotti inorganici (cloruro di sodio, solfato di ferro, arsenito di sodio, ecc.), si è passati all impiego di prodotti di sintesi di diversa origine chimica. Una volta individuata una molecola, si esegue una serie di prove nelle quali le specie vegetali agrarie resistenti vengono trattate con dosi crescenti, in progressione geometrica, di prodotto. Determinata la dose massima che non danneggia la coltura mediante prove agronomiche parcellari, con una più fine metodologia sperimentale, si determina la dose minima e massima per un possibile impiego che non danneggi le colture, ma elimini le piante infestanti. Tutto ciò potrebbe non servire a nulla se successivamente le molecole non superassero le prove tossicologiche e di comportamento ambientale. Dal punto di vista agronomico, economico e ambientale un erbicida ideale deve (Evans, 1992) avere elevata efficacia rapportata al costo per unità di superficie, essere ecologicamente compatibile (cioè capace di causare il minor impatto ambientale possibile), non provocare inconvenienti alla salute degli operatori agricoli e in generale a tutta la popolazione, avere un uso flessibile e conveniente, essere miscibile con altri prodotti e utilizzabile nella lotta integrata alle piante infestanti e infine non lasciare residui nella coltura interessata al trattamento. 9.7.2 Entità dell impiego degli erbicidi. Secondo una stima dell EPA (Environmental Protection Agency) degli USA, nel mondo i principi attivi dei fitofarmaci rappresentano il 2% di tutte le molecole chimicamente immesse nell ambiente. Questo valore nei Paesi dell OCSE raggiunge il 3%. Considerando che gli erbicidi rappresentano circa il 40% dei fitofarmaci impiegati, si può stimare che l input chimico nell ambiente, dovuto alla difesa delle colture dalle piante infestanti, è rispettivamente dello 0,8% nel mondo e dell 1,2% nei Paesi dell OCSE. Le colture maggiormente interessate dal diserbo chimico sono frumento, mais, soia, barbabietola da zucchero e riso, con oltre l 85% della superficie trattata; alcune di esse ricevono più di un trattamento. In Italia la vendita degli erbicidi rappresenta il 3% del mercato mondiale; questo valore corrisponde all 1% circa della produzione lorda vendibile in agricoltura. 9.7.3 Formulazione degli erbicidi. La formulazione commerciale di un erbicida è costituita per una certa percentuale in peso o in volume dal principio attivo (p.a.) o materia attiva (m.a.) o l attuale sostanza attiva (s.a.) e per la restante parte, da materiali di supporto chiamati coformulanti; questi, talvolta, sono chimicamente inerti, ma spesso possono essere costituiti da coadiuvanti l azione dell erbicida. Questi coformulanti possono avere funzione di attivanti, se incrementano l attività biologica della sostanza attiva, adesivanti se aumentano la sua persistenza sulla vegetazione, bagnanti o tensioattivi

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi