9.9.3 Impiego di coadiuvanti l’azione degli erbicidi

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 177 possibile eseguire trattamenti localizzati solo sulla fila della coltura, su una striscia di terreno di 25-30 cm e completare successivamente l azione con una o più sarchiature dell interfila. La maggior parte delle infestanti è più sensibile ai trattamenti con prodotto ad azione sistemica nelle prime fasi di sviluppo; anticipando quindi il trattamento, si può conseguire una sensibile riduzione della dose d impiego del prodotto chimico. Questa tecnica consente di migliorare la selettività dell erbicida nei confronti della coltura e la sua efficacia verso le piante infestanti. Per eliminare le malerbe nei primi stadi vegetativi, e considerando la loro nascita scalare, si possono eseguire più interventi con dosi molto ridotte di erbicidi. Poiché la somma dei principi attivi distribuiti con trattamenti frazionati dovrebbe essere inferiore a quella da usarsi in un unico trattamento, ne consegue una riduzione dell impiego di diserbanti chimici. 9.9.3 Impiego di coadiuvanti l azione degli erbicidi. I coadiuvanti (o additivi) sono sostanze chimiche in grado di migliorare l azione degli erbicidi ad applicazione fogliare e consentono quindi un impiego a dosi minori, conservando lo stesso effetto diserbante. L utilità dei coadiuvanti risiede nel fatto che, se ben utilizzati, aumentano l efficacia dell erbicida permettendo di abbassare le dosi d impiego o di allargare lo spettro d azione verso infestanti normalmente poco controllate. 9.9.4 Impiego di isomeri attivi di note molecole. L isomeria ottica è un fenomeno che interessa alcune molecole organiche caratterizzate da atomi di carbonio asimmetrici: per queste molecole esistono due forme, con la stessa formula chimica, caratterizzate dalle medesime proprietà chimico-fisiche, ma capaci di ruotare il piano della luce polarizzata in direzioni opposte. Questo fenomeno interessa anche alcune molecole erbicide ed è particolarmente importante perché i due isomeri possono essere caratterizzati da una diversa attività biologica contro le erbe infestanti. I prodotti commerciali contenenti solo gli isomeri attivi, utilizzati a dose dimezzata, presentano la stessa efficacia erbicida del prodotto contenente la miscela dei due isomeri utilizzato a dose doppia. 9.10 Modalità di applicazione degli erbicidi. Si possono distinguere applicazioni al terreno e alla vegetazione. 9.10.1 Applicazione al terreno. Si usano erbicidi geosterilizzanti, ad azione antigerminello e ad assorbimento radicale con azione residuale. Per questa applicazione occorre tenere in considerazione la durata del ciclo colturale e la persistenza d azione della sostanza attiva: se la seconda supera la prima si possono avere effetti negativi sulla coltura successiva. La buona efficacia di questo tipo di intervento è condizionata da fattori pedologici, climatici e agronomici. 9.10.2 Applicazione alla vegetazione. Vengono utilizzati diserbanti ad azione di contatto e sistemici ad assorbimento fogliare. L esecuzione e l efficacia dei trattamenti sono determinate dalle condizioni pedoclimatiche: spesso i terreni argillosi non consentono l agibilità della macchina; temperature troppo basse rallentano la crescita delle piante e rendono più difficoltoso l assorbimento della s.a. mentre temperature troppo C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi