SEZIONE C

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 179 all azione erbicida anche quella fungicida e insetticida. Sono prodotti a selettività limitata, la cui azione tossica nei confronti della coltura scompare nel periodo di tempo che precede la semina o il trapianto. Diserbo in pre-semina e pre-trapianto. Il diserbo in pre-semina e pre-trapianto si esegue poco prima della messa a dimora della coltura e richiede l impiego di prodotti con azione residuale che si applicano sul terreno e agiscono sui semi in germinazione o per assorbimento radicale da parte delle plantule. In presenza di malerbe già emerse, il diserbo si esegue, invece, con prodotti ad assorbimento fogliare e traslocabili nelle radici. Questa epoca di intervento consente l impiego di principi attivi che, essendo fotolabili o volatili, o richiedendo un attivazione da parte della microflora del terreno, devono essere incorporati nel suolo; inoltre favorisce l azione di quegli erbicidi che con l interramento usufruiscono della maggiore umidità presente nei primi strati di terreno rispetto a quella in superficie. Tuttavia presenta alcuni svantaggi: richiede l interramento dell erbicida, operazione che spesso rovina il letto di semina e ritarda sempre la semina stessa; inoltre deve essere prevista la qualità e la quantità delle piante infestanti, cosa non sempre facile; con l esecuzione della semina, e ancor più con il trapianto della coltura, si interrompe la continuità in superficie dell azione erbicida a causa dell inevitabile movimento del terreno che si produce. Diserbo in pre-emergenza. Il diserbo di pre-emergenza si può eseguire immedia- tamente dopo la semina o alcuni giorni dopo la stessa, in relazione alla velocità di germinazione di ciascuna specie. Per una buona selettività del trattamento è molto importante la profondità d interramento dei semi, che devono essere ben coperti dal terreno perché potrebbero essere devitalizzati all inizio della loro germinazione da alcuni diserbanti. Quest epoca d intervento ha il vantaggio di eliminare la competizione delle malerbe fin dalla loro nascita. Inoltre l intervento erbicida è sempre eseguibile poiché, se il terreno è praticabile per l esecuzione della semina, dovrebbe esserlo anche per l esecuzione del diserbo. A questi vantaggi si contrappone lo svantaggio che, in caso di ridotta piovosità, dopo l esecuzione del diserbo, si può avere una insufficiente attività di molti erbicidi. Simile a quest epoca d intervento nelle colture poliennali è quella in pre-ricaccio che si esegue prima che le colture riprendano a vegetare. Post-emergenza o post-trapianto o post-dirado. Generalmente, al momento dell esecuzione del trattamento, anche le malerbe sono già emerse e quindi si usano diserbanti ad assorbimento fogliare. Questi trattamenti hanno i seguenti vantaggi: 1. si può evitare l intervento se l infestazione si rivela di entità tale da non causare danni; 2. una notevole dose di prodotto, in rapporto allo stadio della coltura, si ferma sulla vegetazione e non raggiunge il terreno; 3. il prodotto da usare, e un eventuale dose ridotta, si scelgono in funzione della qualità e della quantità delle piante infestanti presenti; 4. in molti casi si dispone di un lungo periodo di tempo per poter eseguire il diserbo; 5. si hanno maggiori possibilità, rispetto alle epoche descritte precedentemente, di eli- minare gli organi sotterranei delle piante infestanti perennanti; C

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi