1.8.10 Sistemazione a fosse livellari

C 18 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Gli appezzamenti, di lunghezza variabile a seconda della pendenza (poche decine di metri per pendenze del 20-30%, 100-150 m per pendenze del 5-10%, in media 60-80 m), sono divisi tra loro da scoline, spesso fiancheggiate da filari di viti. Anche le arature sono eseguite a rittochino, effettuate solo dall alto verso il basso quando le pendenze diventano eccessive. L acqua scende a valle sia attraverso le scoline sia lungo i solchi di aratura; quindi, essendo la sua massa frazionata in tanti rivoli, si ha una riduzione della velocità del deflusso idrico. Con pendenze comunque molto accentuate, può essere necessario interrompere il deflusso in discesa con capofossi a girapoggio non troppo distanziati, anche se questo può comportare un minore adeguamento della sistemazione alla meccanizzazione. Per questo motivo la sistemazione è sfruttata soprattutto con pendenza fino al 12-15%. Una variante di questa sistemazione è quella in obliquo dove le scoline, pur rettilinee e parallele, seguono un andamento obliquo (es. 30-40°) rispetto alla linea di ritocchino. Ciò riduce parzialmente i problemi inerenti la pendenza eccessiva. 1.8.10 Sistemazione a fosse livellari. Rappresenta la soluzione più convincente per i seminativi con pendenze medie non superiori al 25% che possono essere più o meno facilmente meccanizzabili. Gli elementi base di questa sistemazione sono i seguenti: a. le scoline, dette fosse livellari, presentano un andamento a girapoggio, una pendenza dell 1-2%, sono distanti tra loro 100-150 m, possono essere lunghe fino a 200 m e sfociano in alvei naturali o acquidocci; b. le unità colturali sono ampie, comprese fra le fossi livellari e gli alvei di raccolta, sono arate a rittochino, ma spesso erpicate e seminate a girapoggio; c. le strade camperecce presentano andamento a girapoggio e pendenza trasversale verso monte per la raccolta dell acqua; possono agire anch esse da fossa livellare. La sistemazione prevede di solito la coltivazione di sole piante erbacee e si è dimostrata adatta ad aziende medie e grandi poste su terreni argillosi. Nelle destinazioni a vigneto o frutteto la regimazione dovrebbe essere integrata da un sistema di drenaggio tubolare o di fognatura. 1.8.11 Sistemazione temporanea con fossi acquai. Dopo che il terreno è stato lavorato e seminato a ritocchino o di traverso, vengono tracciate delle canalette (pendenza del 5-15%), dette fossi acquai, che hanno la funzione di raccogliere le acque in eccesso e convogliarle verso valle. L errato tracciamento dei solchi può comportare conseguenze negative non rimediabili, perciò l utilizzo di questa sistemazione richiede perizia da parte degli agricoltori. 1.9 Elementi di progettazione dei sistemi di regimazione. La progettazione di un sistema per la regimazione delle acque in eccesso richiede una serie di indagini preliminari atte ad approfondire la conoscenza dei caratteri salienti dell area in esame. In particolare è utile investigare la planimetria dell area (curve di livello e punti di quota), le sue caratteristiche pedologiche (proprietà chimiche, fisiche e biologiche), le problematiche agronomiche (coltivazioni attuate, tecniche colturali, livelli di meccanizzazione, sistemi di irrigazione), gli aspetti idrologici (studio degli afflussi e dei deflussi idrici), l impatto ambientale e gli eventuali vincoli e, infine, la convenienza economica dell operazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi