9.11 Penetrazione e trasporto degli erbicidi nella pianta

C 180 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 6. è l unica epoca d intervento possibile nel caso di terreni molto ricchi di sostanza organica, dove l efficacia degli erbicidi ad attività residuale è pressoché nulla. Ai suddetti vantaggi si contrappongono i seguenti inconvenienti: 1. se applicati tardivamente eliminano la competizione quando il danno si è in parte verificato; 2. non è sempre possibile entrare in campo per il trattamento al momento ottimale, soprattutto nei terreni tendenzialmente argillosi dopo abbondanti precipitazioni; 3. si può danneggiare la coltura con il passaggio della macchina operatrice; 4. vi è un maggior rischio di danni da parte di alcuni prodotti alle colture vicine per fenomeni di deriva. 9.11 Penetrazione e trasporto degli erbicidi nella pianta. Il meccanismo di penetrazione dell erbicida all interno della pianta è diverso a seconda che l assorbimento avvenga per via fogliare o radicale. 9.11.1 Assorbimento per via fogliare. L assorbimento fogliare si verifica con trattamenti diserbanti di post-emergenza, in presenza di piante infestanti più o meno sviluppate. Dopo che l erbicida è venuto a contatto con la superficie fogliare può essere interessato da due fenomeni fondamentali: ritenzione da parte degli organi epigei e penetrazione vera e propria nella pianta. La ritenzione dell erbicida è un fenomeno fondamentale in quanto l efficacia di un diserbante dipende dalla quantità che rimane sulla pianta al netto della quota che si perde per scorrimento superficiale, dilavamento o volatilizzazione. La ritenzione dipende da diversi fattori: a. morfologia della pianta: estensione della superficie fogliare, inclinazione delle foglie, presenza e natura di peli e dello strato ceroso, stadio di sviluppo; b. dimensione delle gocce: in quanto le più piccole hanno un rapporto superficie-volume più alto e una forza d inerzia più bassa, quindi una minore tendenza a scivolare via dalla foglia ma, al di sotto di una certa dimensione, sono più soggette ai fenomeni di deriva ed evaporazione. Si ritiene che la dimensione ottimale delle gocce sia intorno a 200-250 micron di diametro; c. tensione superficiale della goccia: influenza l angolo di contatto del liquido con la superficie fogliare; minore è la tensione superficiale, minore è l angolo di contatto, maggiore è l adesione della goccia alla foglia. Questi fattori possono essere modificati agendo sulla regolazione degli apparecchi di distribuzione o sulla formulazione dell erbicida e in particolare con l aggiunta di tensioattivi nella soluzione; d. andamento climatico: piogge che si verificano subito dopo la distribuzione della soluzione ne provocano il dilavamento dalla superficie fogliare, riducendo o annullando l efficacia del trattamento. La penetrazione dell erbicida nella foglia può avvenire per via stomatica, cuticolare o attraverso eventuali lesioni. Il fatto che gli stomi siano principalmente diffusi sulla pagina inferiore della foglia e che debbano essere aperti per permettere l entrata di soluzioni, fa sì che questo tipo di penetrazione risulti sporadico, per cui le molecole erbicide penetrano essenzialmente per via cuticolare. Esistono due vie attraverso

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi