9.11.3 Trasporto e penetrazione degli erbicidi nella pianta

C 182 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 9.11.3 Trasporto e penetrazione degli erbicidi nella pianta. Per comprendere il modo con cui gli erbicidi vengono traslocati all interno della pianta, occorre ricordare la struttura semplificata del sistema conduttore: questo è costituito dal legno (xylema) e dal libro (floema). Il legno è formato da vasi conduttori costituiti da elementi cellulari non viventi e lignificati, che assicurano il trasporto verso l alto del materiale assorbito dalle radici. Il libro è formato da vasi conduttori cribrosi costituiti da cellule viventi, allungate e con le membrane di fondo attraversate da piccoli fori in modo da costituire un sistema continuo, che assicuri il trasporto lento degli assimilati dai luoghi di sintesi (foglie) ai luoghi di utilizzazione (apici meristematici, foglie giovani in accrescimento) o di accumulo (frutti, tubercoli, radici), senza che attraversino la membrana citoplasmatica. In generale l erbicida, dopo essere penetrato nella pianta, può rimanere nelle pareti cellulari e poi essere trasportato per via xylematica con la corrente di traspirazione o attraversare massicciamente le pareti cellulari e le membrane citoplasmatiche accumulandosi nel citoplasma. Per poter individuare il tragitto seguito dalle molecole di erbicida all interno del vegetale, occorre localizzare il sito dove queste si rinvengono in maggiore concentrazione: per esempio alcuni erbicidi, quali triazine, uree sostituite e carbammati, dopo essere stati assorbiti per via radicale o fogliare, si localizzano soprattutto alla periferia del lembo fogliare; queste molecole possono essere trasportate per via xylematica attraverso la corrente di traspirazione che, come ricordato, è piuttosto rapida. Altri erbicidi, generalmente ad assorbimento fogliare come i fenossiderivati, si localizzano soprattutto negli organi di riserva, nelle radici e nei meristemi apicali; si può ipotizzare, pertanto, che la traslocazione avvenga attraverso i vasi del libro in maniera molto più lenta. Quando l erbicida ha raggiunto il sito d azione, provoca numerose e complesse interferenze sul biochimismo del vegetale; infatti, quando una sostanza attiva agisce su una funzione del metabolismo cellulare, causa l interruzione e la disorganizzazione di tutte le funzioni metaboliche che sono strettamente collegate e interagenti. I sintomi che si manifestano sulle malerbe sono le conseguenze delle perturbazioni fisiologiche operate dall erbicida a livello cellulare. Bisogna puntualizzare che l azione primaria non è necessariamente letale per la malerba, perché la morte può essere dovuta ad azioni ed effetti secondari. Per esempio, il 2,4 D determina progressivamente epinastia, crescita disordinata, sviluppo di un tessuto calloso nella corteccia, con conseguente lacerazione dei tessuti e invasione di funghi e batteri. 9.12 Meccanismi d azione degli erbicidi 9.12.1 Erbicidi agenti sulla fotosintesi: triazine, fenil-uree, pirimidine, piridazine, fenil-carbammati. Durante il processo fotosintetico, alcune reazioni chimiche collaterali possono portare alla produzione di ossigeno in una forma particolarmente reattiva che può distruggere, mediante processi ossidativi, le strutture cloroplastiche e cellulari, in particolare membrane e pigmenti. Questo può avvenire quando il flusso degli elettroni viene bloccato e i pigmenti fotosintetici scaricano sull ossigeno la loro energia di eccitazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi