9.13.2 Selettività di ritenzione e di assorbimento

C 186 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE b. Con la localizzazione del diserbante nell interfila delle colture utilizzando ugelli spe- ciali con angolo di distribuzione molto stretto o ugelli schermati con campana di plastica. c. Irrorando solo le piante infestanti e non la coltura, come nei trattamenti sotto chioma delle piante arboree che non raggiungono le colture, o utilizzando barre a trasudazione di liquido che bagnano la vegetazione da eliminare. 9.13.2 Selettività di ritenzione e di assorbimento. Il diserbante viene a contatto con la pianta, ma esiste una serie di fattori di natura morfostrutturale che ne ostacola ritenzione e assorbimento. Tali fattori possono essere i seguenti. a. Conformazione e portamento delle foglie. Le graminacee e le dicotiledoni hanno una diversa capacità di ritenzione dell erbicida in quanto le prime hanno le foglie strette, più o meno verticali, con le nervature longitudinali, mentre le seconde possiedono in genere foglie larghe e patenti che lasciano scoperto l apice, più adatte a prolungare il contatto pianta-diserbante. b. Presenza di peli e tomenti. Peli e tomenti riducono il contatto del diserbante con la superficie fogliare e quindi diminuiscono l efficacia erbicida. c. Presenza dello strato ceroso cuticolare. Il liquido distribuito tende a scivolare via dalle foglie senza riuscire a penetrare. Colture tipo mais, sorgo, pisello, cavolo e infestanti come Setaria spp., Digitaria sanguinalis, Polygonum aviculare possiedono una superficie fogliare con uno spesso strato ceroso, a differenza di molte altre specie che ne sono sprovviste. Lo spessore della cuticola varia con lo stadio di sviluppo della pianta (nelle foglie più giovani è generalmente più sottile) e con l ambiente (nelle zone aride è più spesso). d. Localizzazione delle zone meristematiche. Le graminacee presentano meristemi ascellari ben protetti dalle guaine fogliari, mentre le dicotiledoni hanno dei meristemi terminali ben esposti da cui deriva la tolleranza delle graminacee ai diserbanti ormonici. e. Numero e grandezza degli stomi. Anche se la penetrazione stomatica è molto aleatoria, una diversa dotazione di stomi può essere motivo di differente sensibilità agli erbicidi. In genere, sono più danneggiate le piante con molti e grandi stomi sulle due pagine fogliari. 9.13.3 Selettività di traslocazione. Questa interessa solo i diserbanti sistemici che, dopo la penetrazione nella pianta, possono essere trasportati, come si è ricordato in precedenza, per via floematica o xylematica. Una diversa capacità di traslocazione o la possibilità di immobilizzazione possono originare fenomeni di selettività. 9.13.4 Selettività fisiologica o intrinseca. dovuta a differenze nei meccanismi e nei processi fisiologici stessi della pianta. L erbicida all interno della pianta può essere trasformato in composti che, a seconda della loro natura, possono essere tossici o no. Distinguiamo perciò una selettività di attivazione da una di inattivazione. Si verifica selettività di attivazione quando una s.a. innocua, penetrata nella pianta, viene trasformata in composti più attivi e tossici. Le piante che non operano tale trasformazione saranno ovviamente resistenti all erbicida. Questo è il caso delle leguminose che tollerano gli erbicidi fenossibutirrici perché non eseguono la loro trasformazione nei rispettivi composti fenossiacetici tossici (2,4 D, MCPA) attraverso la B-ossidazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi