9.14 Resistenza delle piante ed effetti bio-ecologici

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 187 La selettività di inattivazione o detossificazione si verifica quando le molecole erbicide attive vengono trasformate in composti meno attivi o inattivi assicurando la resistenza delle piante che realizzano tale trasformazione. Un ultimo accenno va riservato alla possibilità di impiegare un diserbante non selettivo con l ausilio di una sostanza (antidoto) capace di modificare il metabolismo dell erbicida all interno del vegetale. Il meccanismo con cui l antidoto svolge la sua azione protettrice è piuttosto complesso, ma può essere riassunto in due punti principali: 1. incrementa nella pianta coltivata la sintesi di enzimi preposti alla detossificazione e alla degradazione dell erbicida; 2. svolge azione competitiva verso l erbicida tendendo a occupare la stessa posizione di attività nella catena metabolica della pianta. Gli antidoti sono generalmente già presenti come coformulanti nel prodotto commerciale. 9.14 Resistenza delle piante ed effetti bio-ecologici dell erbicida. La ridotta sensibilità (o suscettibilità) di una pianta a un determinato erbicida può essere dovuta a resistenza o tolleranza. La resistenza è definita come diminuzione ereditabile della sensibilità di una popolazione di parassiti, patogeni o infestanti, a un determinato agente chimico rispetto a una popolazione normalmente suscettibile. Nel caso delle malerbe, la resistenza si sviluppa come conseguenza dell applicazione ripetuta dello stesso prodotto chimico, che seleziona biotipi di malerbe capaci di resistere a dosaggi di quel prodotto che, normalmente, uccidono gli individui della stessa specie. 9.14.1 Erbicidi nel sistema terreno-pianta-atmosfera. Un erbicida nel terreno presenta attività biologica nei confronti delle specie sensibili solo se queste riescono ad assorbirlo dalla soluzione circolante. Non tutta la quantità di erbicida che giunge al terreno si ritrova nella soluzione circolante: infatti la sostanza attiva tende a distribuirsi tra la fase solida (erbicida adsorbito), liquida (erbicida nella soluzione circolante) e gassosa (erbicida dell aria nel terreno). Tra le molecole presenti nelle diverse fasi si crea un equilibrio chimico dinamico, tipico di ciascuna molecola e di ogni condizione pedoclimatica, che può essere descritto tramite una serie di coefficienti misurabili in laboratorio: il coefficiente di ripartizione terreno/acqua (Kd) rappresenta il rapporto tra la quantità di erbicida presente in 1 grammo di terreno e quella presente in 1 ml di soluzione circolante; il coefficiente di ripartizione acqua/aria (Kwa) rappresenta il rapporto tra la quantità di erbicida presente in 1 ml di soluzione circolante e quella presente in 1 ml dell aria nel terreno; il coefficiente di ripartizione terreno/aria (Ksa) rappresenta il rapporto tra la quantità di erbicida adsorbito in 1 grammo di terreno e quella presente in 1 ml di aria. Questo equilibrio chimico è di importanza fondamentale nel determinare il comportamento di un erbicida nel terreno: solo la parte di erbicida in soluzione sarà immediatamente disponibile per le piante, mentre la parte adsorbita sul complesso di scambio del suolo lo sarà solo a mano a mano che viene rilasciata in soluzione. Altri processi intervengono, tuttavia, a determinare un calo della concentrazione dell erbicida nel terreno: la mobilizzazione e la degradazione. La prima è un processo di natura fisica che comporta solo il trasporto della sostanza attiva, la seconda è un processo di natura chimica che determina l alterazione della struttura molecolare. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi