9.14.2 Volatilizzazione

C 188 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Anche questi processi sono causati dall andamento dell equilibrio prima descritto. L adsorbimento è uno dei processi fondamentali che determinano la distribuzione degli erbicidi tra le diverse fasi del terreno. I colloidi del terreno (minerali argillosi, ossidi e idrossidi, sostanza organica, ecc.) hanno la capacità di adsorbire le molecole dell erbicida sottraendole alla soluzione circolante, dove la loro concentrazione si riduce notevolmente. I diserbanti cationici (es. diquat e paraquat) sono in grado di formare con i colloidi elettronegativi del terreno (soprattutto le argille) legami ionici molto forti; per questo l adsorbimento è notevole e le molecole adsorbite vengono rilasciate con difficoltà dal complesso di scambio. I diserbanti anionici e neutri (es. 2,4 D, dalapon, MCPA, solfoniluree) vengono invece adsorbiti soprattutto dalla sostanza organica, grazie alla formazione di legami fisici. Fattori che influenzano l adsorbimento. Un modello matematico molto impiegato per descrivere l andamento del processo di adsorbimento è l equazione di Freundlich, che mette in relazione l adsorbimento di un erbicida con la sua concentrazione in soluzione: x/m 5 Kcn dove: x 5 quantità di fitofarmaco adsorbito; m 5 quantità di adsorbente; K e n 5 costanti di adsorbimento dipendenti dall erbicida e dal terreno; c 5 concentrazioni dell erbicida in soluzione, dopo il raggiungimento dell equilibrio. Caratteristiche del terreno. Il destino degli erbicidi nel terreno dipende essenzialmen- te dalle caratteristiche della molecola e del terreno. La molecola può essere di natura ionica o non ionica e solubile nei grassi o nell acqua. Tra le caratteristiche del terreno assume notevole importanza il contenuto in colloidi minerali e sostanza organica. I diversi tipi di colloidi del terreno hanno una differente capacità di adsorbire le molecole organiche: in generale, maggiore è il contenuto in colloidi del terreno, soprattutto in sostanza organica, maggiore è l adsorbimento. Per questo motivo l attività biologica degli erbicidi residuali nei terreni argillosi o organici è sempre piuttosto ridotta e costringe all impiego di dosi elevate; viceversa, nei terreni sabbiosi, è necessario utilizzare sempre le dosi minime tra quelle previste, per evitare l insorgere di fenomeni di fitotossicità nella coltura conseguenti all elevata disponibilità per le piante dell erbicida. L adsorbimento di un erbicida nel terreno dipende anche dal pH e dalle temperature. 9.14.2 Volatilizzazione. Le molecole dell erbicida possono allontanarsi dal terreno per volatilizzazione. Questo processo dipende dalle caratteristiche della molecola e da quelle dell ambiente pedoclimatico. Le caratteristiche della molecola sono le seguenti. a. Tensione di vapore. In generale le perdite per volatilizzazione sono tanto maggiori, quanto maggiore è la tensione di vapore del prodotto. b. Formulazione commerciale. Le perdite per volatilizzazione di un diserbante dipendono anche dalla formulazione commerciale; risultano decrescenti secondo il seguente ordine: liquido, polvere bagnabile, granuli, microcapsule. Le caratteristiche pedoclimatiche sono ricordate di seguito. c. Tessitura del terreno. La tessitura del terreno e quindi la dimensione, la forma e la distribuzione dei pori determinano lo spazio disponibile per la circolazione dell aria tellurica: maggiore è la macroporosità, maggiori sono le perdite per volatilizzazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi