9.14.3 Ruscellamento superficiale

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 189 d. Contenuto di umidità nel terreno. Nei terreni umidi al momento del trattamento erbicida, le perdite per volatilizzazione sono generalmente maggiori. e. Pioggia. Le piogge di intensità e quantità sufficienti a determinare la penetrazione del prodotto nel suolo riducono la volatilizzazione dell erbicida. f. Vento. Favorisce la diffusione dell erbicida e quindi la sua volatilizzazione e il tra- sporto nell atmosfera. g. Temperatura. Generalmente l incremento di temperatura determina un aumento della volatilizzazione perché innalza la tensione di vapore del prodotto. Conseguenze della volatilizzazione. La conseguenza più evidente della volatilizza- zione è la diminuzione dell attività dell erbicida contro le erbe infestanti dovuta alla diminuzione della sua presenza nel terreno. Esiste inoltre la possibilità che le molecole dell erbicida vengano trasportate dal vento e danneggino le colture limitrofe. In ogni caso la volatilizzazione di prodotti caratterizzati da elevata tensione di vapore può essere diminuita interrando l erbicida con erpicature superficiali subito dopo la distribuzione. 9.14.3 Ruscellamento superficiale. Gli eventi piovosi di intensità superiore alla capacità di infiltrazione del terreno comportano, su terreni in pendenza, il ruscellamento dell acqua sulla superficie. Se il terreno ha ricevuto l erbicida, l acqua di ruscellamento tende a trasportare con sé le molecole della sostanza attiva in soluzione o le particelle del terreno contenenti l erbicida adsorbito. Questo può comportare l inquinamento di fossi, corsi d acqua e delle falde freatiche. Il ruscellamento superficiale dipende da fattori pedologici (pendenza, scabrezza superficiale e stato strutturale del terreno) e climatici (frequenza e intensità degli eventi piovosi). L esperienza di campo ha mostrato che il ruscellamento superficiale può essere effettivamente responsabile dell allontanamento dell erbicida dal terreno. 9.14.4 Lisciviazione. La lisciviazione avviene quando le molecole dell erbicida vengono trasportate dall acqua che si infiltra nel terreno. L entità della lisciviazione dell erbicida dipende essenzialmente da due fattori: a. i movimenti d acqua nel suolo; b. la distribuzione dell erbicida tra la fase solida, liquida e gassosa del terreno. Tutte le caratteristiche pedoclimatiche che influenzano i movimenti dell acqua nel terreno e la distribuzione dell erbicida nella soluzione circolante determinano l entità della lisciviazione. Fattori che influenzano la lisciviazione. La lisciviazione è in funzione delle caratteri- stiche delle molecole e delle caratteristiche pedoclimatiche. Le caratteristiche delle molecole sono le seguenti: a. solubilità: in generale più un prodotto è solubile in acqua maggiori sono le sue perdite per lisciviazione; b. entità dell adsorbimento: l adsorbimento di un erbicida è correlato in maniera piuttosto stretta con la sua lisciviabilità. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi