9.15.3 Persistenza di un erbicida nel terreno

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 191 b. Caratteristiche pedoclimatiche. Tessitura del terreno e contenuto in sostanza or- ganica. La presenza di colloidi nel terreno è fondamentale perché, come si è già visto, influenza l entità dell adsorbimento e, inoltre, alcuni colloidi sono in grado di catalizzare le reazioni di degradazione. Anche il contenuto di umidità nel terreno e la presenza di ossigeno, dipendenti dalle caratteristiche pedologiche e climatiche, influenzano l entità delle reazioni di idrolisi, ossidazione e coniugazione. c. Degradazione microbica. Nel suolo i microrganismi svolgono un ruolo importantissimo perché sono in grado di utilizzare i diversi substrati del terreno per ricavare energia e materiali per il loro sviluppo. Esiste quindi la possibilità che alcuni dei microrganismi del terreno provochino la degradazione completa delle molecole organiche di alcuni erbicidi oppure che partecipino a determinate fasi di questa. In genere i microrganismi del terreno sono in grado di compiere due operazioni fondamentali: a. degradare completamente o parzialmente le molecole degli erbicidi; b. costruire molecole organiche complesse nelle quali incorporare le molecole degli erbicidi o i loro prodotti di degradazione. Fattori che influenzano la degradazione microbica. Essenzialmente sono quelli descritti di seguito. a. Caratteristiche della molecola. Struttura molecolare ed entità dell adsorbimento. Come nel caso della degradazione chimica, la presenza dei diversi gruppi chimici influenza il tipo di degradazione. Si è appurato che la concentrazione di microrganismi nei siti di adsorbimento è più elevata che altrove nel terreno. b. Caratteristiche pedo-climatiche. Temperatura, umidità, aerazione, pH e contenuto di sostanza organica. Al variare di questi parametri nel terreno cambiano anche le specie di microrganismi presenti e quindi la velocità di degradazione. Maggiore è il contenuto di sostanza organica, maggiore sarà la presenza e l attività dei microrganismi nel terreno. 9.15.3 Persistenza di un erbicida nel terreno. La mobilità e la degradabilità di un erbicida determinano la sua persistenza nel terreno. Un certo grado di persistenza nel terreno è generalmente richiesto soprattutto agli erbicidi da distribuire in pre-semina o pre-emergenza, affinché possano avere una sufficiente attività residuale dopo la distribuzione. Una persistenza superiore a quella necessaria è tuttavia una caratteristica negativa, in quanto può rendere l erbicida dannoso per le colture successive e per gli organismi animali e vegetali che vengono a contatto con il prodotto molto tempo dopo la distribuzione. Poiché la mobilità e la degradabilità, e quindi la persistenza di un prodotto, sono legate non solo alle caratteristiche della molecola, ma anche a fattori pedologici e climatici, risulta chiaro che la persistenza di un prodotto non può essere intesa in senso assoluto, ma è relativa alle condizioni ambientali in cui si opera. Per questo motivo anche prodotti normalmente poco persistenti possono creare problemi alle colture di sostituzione o di successione in condizioni pedoclimatiche sfavorevoli alla loro degradazione. Per esprimere la persistenza di un prodotto si utilizza il concetto di mezza-vita (semivita), che è il tempo richiesto, in determinate condizioni pedoclimatiche, affinché la concentrazione del prodotto nel terreno raggiunga valori pari alla metà della concentrazione iniziale dopo la somministrazione. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi