9.15.4 I diserbanti nell’atmosfera

C 192 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 9.15.4 I diserbanti nell atmosfera. I diserbanti sono presenti nell atmosfera al momento della loro distribuzione o, successivamente, per ritorno dal terreno per il fenomeno della volatilizzazione e della fotodecomposizione. La parte di soluzione o sospensione che non cade nella porzione di terreno o vegetazione voluta dall operatore, ma si sposta dal bersaglio da trattare, dà origine al fenomeno chiamato deriva. La deriva è negativa e pericolosa quando si ha perdita di s.a., con evidente danno economico, e ancora di più quando colpisce bersagli non voluti causando danni a colture o animali. 9.16 Riflessi agronomici del diserbo chimico 9.16.1 Scelta varietale. La scelta varietale è spesso condizionata dal diserbo chimico, in quanto, nell ambito della stessa specie, possono esistere varietà sensibili all azione di un erbicida selettivo nei confronti delle altre. L etichetta dei diserbanti e la confezione delle sementi riportano generalmente informazioni in merito all eventuale sensibilità varietale. Il diserbo chimico ha stimolato la costituzione di piante transgeniche rese resistenti ad alcuni erbicidi tramite l isolamento e il trasferimento di geni, mediante procedure di ricombinazione del DNA. La ricerca si effettua soprattutto su alcuni principi attivi che inibiscono la sintesi degli amminoacidi. Le prime piante transgeniche sono state ottenute nel mais e nella soia, ma la ricerca continua in molte altre. 9.16.2 Impianto della coltura. Poiché il diserbo chimico consente di evitare l eliminazione manuale o meccanica delle malerbe, è possibile aumentare l investimento della coltura, eseguire un eventuale semina a spaglio e ridurre le interfile. La preparazione anticipata del letto di semina è favorita dalla disponibilità di erbicidi ad azione totale senza azione residuale. La consociazione, cioè la coltivazione contemporanea di più specie nello stesso appezzamento, è fortemente limitata dal diserbo chimico, che spesso è selettivo solo per una delle specie coltivate. Tuttavia, nel caso della consociazione tra colture erbacee, esistono esempi in cui il diserbo chimico può essere eseguito contemporaneamente, grazie ai prodotti selettivi, per specie appartenenti a famiglie botaniche diverse. 9.16.3 Avvicendamento colturale. L avvicendamento colturale è fortemente influenzato dall effetto residuo degli erbicidi, che dipende dai seguenti fattori: a. durata del ciclo della coltura: che può variare da poche settimane a molti mesi; b. momento di applicazione dell erbicida: tra gli interventi di pre- o di post-emergenza può intercorrere anche qualche mese, come nel frumento; nel secondo caso l intervento è più prossimo alla semina della coltura successiva; c. andamento stagionale: se al trattamento erbicida segue un periodo molto piovoso, con temperature relativamente alte, la degradazione del diserbante è più veloce e l effetto residuo per la coltura successiva diminuisce; d. costituzione fisica del terreno: quanto più elevato è il contenuto di colloidi del terreno, e soprattutto di sostanza organica, tanto maggiore è l adsorbimento della sostanza attiva e di conseguenza la sua azione residua è quasi nulla; e. tipi di coltura trattata: nei trattamenti di post-emergenza, maggiore è la superficie fogliare trattata, minore è la quantità di erbicida che cade nel terreno;

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi