9.16.6 Irrigazione

C 194 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 9.16.6 Irrigazione. L eliminazione chimica delle malerbe può richiedere, talvolta, un irrigazione supplementare per: a. aumentare l efficacia dei diserbanti di pre-emergenza che richiedono generalmente un certo grado di umidità nel terreno per poter esplicare la loro azione; b. favorire l interramento degli erbicidi, soprattutto di quelli idrosolubili. Il diserbo chimico condiziona talvolta il sistema irriguo in quanto: l irrigazione a goccia causa un eccessivo dilavamento degli erbicidi sotto gli ugelli; l irrigazione per scorrimento superficiale e per infiltrazione laterale da solchi può causare un accumulo, in alcune zone del terreno, dei diserbanti somministrati, diminuendone la selettività nei confronti della coltura; l irrigazione per aspersione, a intensità troppo elevata in presenza della coltura, può causare il contatto delle sue foglie con il terreno trattato determinando effetti fitotossici. 9.16.7 Difesa fitosanitaria. La vegetazione spontanea e coltivata, gli organismi che su di essa si sviluppano (insetti, acari, nematodi, funghi, ecc.) e i loro predatori interagiscono creando un ecosistema che, in assenza di interventi esterni, si trova in condizioni di equilibrio. La lotta alle malerbe non agisce solo sul bersaglio voluto, ma modifica profondamente questo equilibrio biologico. Un trattamento erbicida può avere un effetto sugli insetti, sia per tossicità diretta sia per le modificazioni indotte nell ecosistema: è stato osservato, infatti, che l impiego del 2,4 D determina un incremento della popolazione degli afidi e della piralide nel mais, in quanto induce un maggior contenuto di proteine nella coltura. Lo stesso effetto verso gli afidi può essere indotto dal 2,4 D nel frumento, per la tossicità dell erbicida verso i coccinellidi predatori. Oltre che sulla popolazione di insetti, i trattamenti erbicidi possono avere effetto anche sugli organismi fungini. 9.17 Erbicidi, ambiente e salute. I principali parametri che permettono di valutare la pericolosità degli erbicidi sono DL 50, CL 50, ADI, LOEL e NOEL. La DL 50 e la CL 50 sono indici di tossicità acuta (dermale, orale, inalatoria) dovuta all esposizione per brevi periodi, mentre l ADI (Acceptable Daily Intake) o la DGA (Dose Giornaliera Accettabile) indicano le quantità massime che, anche se assunte giornalmente per tutta la vita, non causano effetti tossici. La DL 50 è la dose che, assunta in una sola volta per via orale o cutanea, causa la morte di almeno il 50% degli individui esposti; è espressa in mg di prodotto per kg di peso corporeo degli animali da esperimento. Ovviamente più è elevato questo valore, minore è la pericolosità del prodotto. La CL 50 è la concentrazione letale, assunta per via inalatoria, espressa in mg/L e si calcola soprattutto per sostanze sotto forma di aerosol o in forme inalabili. L ADI è la quantità di erbicida espressa in mg per ogni kg di peso corporeo, che può essere assunta dall uomo ogni giorno per l intera vita senza rischio e considera l assunzione globale, mediante tutte le fonti di esposizione, da parte della specie animale più suscettibile all intossicazione (che generalmente è il ratto). Alla dose che non ha causato effetti tossici rilevabili nelle prove di somministrazione a lungo termine su animali da esperimento (es. 5 mg/kg di peso corporeo) si applica un fattore di sicurezza (es. 100): in questo modo l ADI accettabile sarà 0,05 mg/kg di peso corporeo per giorno.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi