SEZIONE C

CONTROLLO DELLE PIANTE INFESTANTI C 195 Altri parametri per individuare la tossicità degli erbicidi sono il NOEL (No Observed Effect Level), la più alta concentrazione di sostanza attiva che non causa effetti negativi sugli animali. Il LOEL (Lowest Observed Effect Level) è, invece, la più bassa concentrazione che causa effetti negativi. Per ogni composto vengono studiati in laboratorio gli effetti sugli animali mediante studi di tossicità cronica, teratogenesi, mutagenesi e cancerogenesi. Inoltre viene accertata la tossicità verso mammiferi, uccelli, pesci, api, invertebrati, insetti utili e microrganismi del terreno. La teratogenesi e la tossicità riproduttiva prendono in esame, negli animali da esperimento, eventuali malformazioni a livello embriofetale. La mutagenesi analizza eventuali modifiche od alterazioni del corredo cromosomico. La cancerogenesi analizza la potenzialità di causare i tumori. Tutte e tre le categorie hanno una scala di pericolosità che è riportata nella scheda di valutazione delle sostanze attive. Molto importante è la valutazione ecotossicologica che analizza il destino ambientale dei fitofarmaci rispetto all ecosistema e agli organismi viventi esposti. Per questo vengono determinati DL 50, CL 50 e NOEL per organismi terrestri (mammiferi, uccelli, fagiani, quaglie e artropodi, api e lombrichi ) o acquatici (carpa comune, trota iridata, daphnia e alghe). Per valutare il rischio ambientale si utilizzano rapporti che mettono in relazione la tossicità dell erbicida per un particolare organismo con l esposizione cui lo stesso viene a trovarsi nel particolare comparto ambientale da cui viene. Tra questi rapporti il più diffuso è il TER (Rapporto Tossicità Esposizione) che si ottiene dividendo la tossicità per la PEC (Concentrazione Ambientale Prevedibile) ottenuta mediante l impiego di modelli matematici previsionali; più il TER è basso, più il residuo risulta pericoloso. Tutti questi dati tossicologici servono per classificare i fitofarmaci in molto tossici (T1) o tossici (T), nocivi (Xn), irritanti o sensibilizzanti (Xi), pericolosi per l ambiente (N) o non classificabili. I prodotti non appartenenti ad alcuna di queste classi non sono contraddistinti da alcun simbolo. Gli erbicidi molto tossici e tossici sono contrassegnati in etichetta da un teschio e dalla scritta tossico ; causano intossicazioni mortali in qualsiasi forma siano assorbiti (ingestione, inalazione e contatto). I prodotti nocivi sono contrassegnati dalla croce di Sant Andrea e dalla scritta nocivo , e provocano intossicazioni gravi per l uomo in qualsiasi forma siano assorbiti. I fitofarmaci irritanti o sensibilizzanti hanno una tossicità acuta, limitata al solo contatto cutaneo od oculare. Per l acquisto e la somministrazione di presidi sanitari molto tossici e nocivi occorre superare un esame, per avere un patentino, per chi non ha titolo di studio di scuola superiore o laurea specifici nel settore. La tossicità di un erbicida è molto importante, oltre che per gli operatori del settore, per tutti i consumatori di prodotti vegetali, tal quali o trasformati, che hanno subito trattamenti diserbanti. Affinché negli alimenti non vi siano residui di diserbanti chimici, occorre rispettare il tempo di carenza, cioè l intervallo di tempo, in giorni, che deve intercorrere tra il momento in cui viene effettuato il trattamento e quello della raccolta. Maggiore è questo intervallo, minore è la possibilità di trovare residui nei prodotti. Il tempo di carenza dovrebbe consentire all erbicida di essere metabolizzato all interno della pianta, in modo che gli eventuali residui al momento del raccolto siano al di sotto dei valori ammessi. Oltre che nelle derrate alimentari, vi è la probabilità di trovare residui di erbicidi nelle acque di falda che alimentano sorgenti di acqua potabile. Questi limiti sono stati fissati dall OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi