SEZIONE C

C 20 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE h è il dislivello esistente fra il piano orizzontale passante per i dreni e il punto più alto della falda in equilibrio dopo l abbassamento operato dai dreni; q è la portata specifica di smaltimento (con dreni alla profondità di un metro e falda a 30-50 cm di profondità, nel Nord Europa si adottano quintali di 7-9 mm/d, con punte in Germania di 15 mm/d); c è un coefficiente che dipende da L e dalla profondità dello strato impermeabile sotto i dreni (Fig. 1.11). Superficie a Falda freatica p K1 h D I Strato impermeabile I L K2 FIG. 1.11 Drenaggio a flusso stazionario. Il secondo addendo dell espressione può essere eliminato quando i dreni poggiano sullo strato impermeabile. Un orizzonte può essere considerato impermeabile quando la sua conducibilità idrica non supera il 10% di quella degli orizzonti sovrastanti. La formula di Hooghoudt non è applicabile quando lo strato di terreno sovrastante i dreni è meno permeabile di quello sottostante. In questa situazione è preferibile applicare la formula di Ernst, che qui non si riporta per concisione. Per falde soggette a oscillazioni periodiche dovute a precipitazioni o irrigazioni abbondanti, le formule appena proposte non possono essere considerate attendibili. Normalmente, in una simile situazione, si fa riferimento alla formula di Glover-Dumm: L2 5 p2Kct m ln a1,16 h0 b ht dove: m è la porosità drenabile del terreno; h0 è l altezza massima raggiunta dalla falda; ht è l altezza della falda che si vuole raggiungere alla fine del drenaggio; t è il tempo di drenaggio che si considera accettabile ottenere. Per tutte le formule proposte, sia per le sistemazioni sia per i drenaggi, esistono dei nomogrammi di facile consultazione che possono facilitare il calcolo delle distanze tra i dreni.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi