1.4.1 Difesa biologica

PRODUZIONI BIOLOGICHE E INTEGRATE C 205 1.4.1 Difesa biologica. Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie. In caso di necessità, si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali ed estratti di piante e, in particolare, si utilizzano altri organismi viventi che sono antagonisti dei fitofagi e quindi limitatori naturali della loro diffusione. Essi possono essere funghi, batteri e virus (lotta microbiologica) e altri organismi, detti entomofagi, appartenenti al regno animale (lotta biologica). Il principio base della lotta biologica consiste nel mantenimento e nella protezione dell equilibrio naturale, introducendo nell ambiente (dopo averli prelevati da un altro luogo e acclimatati o dopo averli allevati in laboratorio e lanciati sulla coltura da difendere) insetti, acari, nematodi che per natura sono antagonisti dei fitofagi dannosi. Gli insetti sono i più potenti agenti di controllo biologico e si distinguono in predatori e parassitoidi. I predatori si nutrono direttamente delle loro prede, cacciano da adulti e da larve e appartengono a Coleotteri, Neurotteri, Ditteri e Rincoti. I parassitoidi appartengono all ordine degli Imenotteri e dei Ditteri. Essi depongono le uova sopra o dentro il corpo delle prede. Alla loro schiusa le larve si accrescono nutrendosi delle carni delle vittime. La loro attività si esplica in modo altamente selettivo su una o poche specie di vittime biologicamente attive. Lotta microbiologica. Questa tecnica, applicata contro gli insetti, fa leva sul fatto che essi, come tutti gli altri esseri viventi, sono soggetti a infezioni parassitarie provocate da microrganismi. La lotta microbiologica tende a sfruttare gli agenti patogeni che inducono stati morbosi (acuti e cronici), letali o subletali, agli insetti fitofagi. Fra i virus sono impiegati in fitoiatria quelli che formano i corpi di inclusione, una sorta di capsula proteica che racchiude la particella virale impedendone la denaturazione, una volta diffusa nell ambiente. In particolare sono utilizzati i baculovirus, virus delle poliedrosi nucleari, e i virus delle granulosi che hanno elevata specificità rispetto all ospite e sono in grado di infettare una grande varietà di artropodi. I batteri che presentano maggiore interesse sono i batteri sporigeni, che in genere hanno una buona capacità di conservazione, diffusione e conservazione nell ambiente; tali bioinsetticidi hanno alta specificità di azione e bassissima tossicità nei confronti dell uomo e degli animali. Il più usato è il Bacillus thuringiensis nelle sue sottospecie (B. thuringiensis ssp. kurstaki, B. thuringiensis ssp. israelensis, B. thuringiensis ssp. tenebrionis): esso produce una tossina che è la principale responsabile della morte dell ospite. Per la lotta contro le larve di alcune specie di tortricidi e contro quelle degli oziorrinchi, trovano impiego nematodi entomopatogeni che vincolano batteri in grado di causare la morte per setticemia delle vittime. Contro la piralide si ricorre a programmi di lotta biologica con Trichogramma brassicae. Mentre i virus e i batteri attaccano l insetto solo nello stadio di vita giovanile, i funghi entomopatogeni sono in grado di attaccare anche forme di vita non larvali. I generi più importanti di tali funghi sono rappresentati da Beauveria, Metharryzium, Enthomophtoracee, Coelomyces. La lotta biologica viene poi applicata anche per combattere alcune malattie fungine delle piante, per esempio sfruttando l attività di insetti micofagi che si nutrono dei funghi parassiti, oppure ricorrendo alla distribuzione di preparati con l Ampelomyces quisqualis, un fungo antagonista degli oidi. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi