2. Progettazione e gestione del verde

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE C.2 C 207 2. Progettazione e gestione del verde 2.1 Classificazioni e definizioni. La progettazione di aree verdi riguarda ambiti pubblici e privati. In ambito pubblico essa si intreccia con la pianificazione territoriale e segue procedure regolamentate; in ambito privato fa ricorso a un metodo di lavoro dettato dalla buona pratica. Le aree verdi vengono classificate in base a criteri diversi che dipendono dal contesto nel quale nasce l esigenza della classificazione; per esempio, in ambito di verde urbano la classificazione delle aree verdi è funzionale all attribuzione a soggetti diversi degli oneri di manutenzione delle classi individuate (Fig. 2.1). Concetti di uso comune ampiamente riconosciuti sono: giardino: luogo all aperto preposto alla coltivazione di piante ornamentali, delimitato da confini e di dimensioni contenute; giardino botanico/orto botanico: giardino con obiettivi di catalogazione e studio scientifico delle piante e loro esposizione a fini didattici ed educativi; contiene solitamente un erbario; giardino storico: giardino spesso associato a palazzi e ville o ad aree archeologiche, con il periodo storico delle quali risulta coerente in termini di stile e scelte vegetali; arboreto: giardino botanico dedicato in particolare alle specie arboree, esposte nei loro habitat di origine o in una disposizione artificiale funzionale alla loro descrizione a fini didattici; parco urbano: giardino ampio a fruizione pubblica, utilizzato per lo svago, il gioco e lo sport; parco naturale: area naturale posta sotto protezione mediante un vincolo di legge di vario grado (regionale, nazionale, europeo). In ambito urbano l esigenza degli enti locali di acquisire dati quantitativi sintetici, in merito a specifiche categorie di area verde, sui quali basare la successiva pianificazione, richiede una classificazione più approfondita delle aree verdi, univoca e non ridondante, adatta alla gestione informatizzata dei dati. A questi fini risulta utile una classificazione basata sulla funzione prevalente dell area verde. 1. Verde di arredo: verde realizzato con specifici scopi ornamentali e di fruizione/ svago per i cittadini; a volte è vincolato al pagamento di un biglietto di ingresso o all osservazione di orari di apertura. costituito da: giardini storici, giardini pubblici e parchi urbani; aree gioco per i bambini (con una dotazione più o meno consistente di strutture ed equipaggiamento specifico); Aree verdi urbane Verde di arredo FIG. 2.1 Classificazione delle aree verdi. Verde funzionale Habitat semi-naturali Verde lineare C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi