2. Lavorazioni del terreno

LAVORAZIONI DEL TERRENO C.1 C 21 2. Lavorazioni del terreno Con l espressione generica lavorazione del terreno si intende ogni manipolazione, meccanica e/o manuale, del terreno agrario eseguita per consentire o facilitare l impianto e il corretto svolgimento del ciclo delle colture. Agli albori della scienza delle coltivazioni e, ancora prima, agli inizi della messa a coltura dei terreni, le lavorazioni del suolo erano riconducibili essenzialmente a semplici operazioni, effettuate a mano o con rudimentali attrezzi, tese a ottenere un accettabile germinazione dei semi e/o l attecchimento di altri organi di propagazione delle piante coltivate, attraverso un adeguato sminuzzamento dello strato più superficiale del terreno e un sufficiente controllo della vegetazione spontanea. Con il progredire della scienza agronomica, però, sono stati meglio definiti e/o ulteriormente puntualizzati altri obiettivi delle lavorazioni del terreno. Fra questi, oltre all interramento di concimi, ammendanti, correttivi e residui colturali (che in certi casi potrebbero intralciare le successive lavorazioni), si è ritenuto di fondamentale importanza migliorare le condizioni del terreno non soltanto nello strato più superficiale, più interessato dalla germinazione dei semi, ma anche in quello immediatamente sottostante, che coinvolge più direttamente l accrescimento e l attività di assorbimento dell apparato radicale. In questa ottica, lo scopo delle lavorazioni del terreno si è progressivamente esteso, da quello di ottenere semplicemente un adeguata preparazione del letto di semina o un buon controllo delle piante infestanti, a quello di creare, o talvolta di ricreare, le migliori condizioni possibili di abitabilità del terreno da parte delle piante coltivate, grazie alla modificazione delle caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche del suolo. Più recentemente, con il diffondersi in campo agrario del principio della sostenibilità, gli scopi delle lavorazioni hanno assunto anche una valenza ambientale e sociale, dovendo garantire, da un lato, la conservazione di una risorsa non rinnovabile, qual è in effetti il terreno e, dall altro, la riduzione dell energia impiegata per la loro realizzazione. Evidentemente, quindi, la scelta della tecnica di lavorazione del terreno dovrà essere compiuta valutando sia la capacità di modificare l ambiente edafico in relazione alle caratteristiche del terreno e della coltura che si intende realizzare, sia l impatto che le stesse tecniche potrebbero produrre sull ambiente. 2.1 Classificazione delle lavorazioni del terreno. Le lavorazioni del terreno possono essere classificate in maniera diversa, tenendo conto dell epoca di esecuzione, della loro periodicità, dell effetto immediato sul terreno, della profondità di lavoro, ecc. Tradizionalmente, sotto il profilo agronomico, le lavorazioni del terreno sono state da sempre classificate come è riportato di seguito sinteticamente. Lavori preliminari. Interventi occasionali, che si effettuano di norma senza interessare la massa terrosa, essendo finalizzati ad agevolare sul piano operativo l esecuzione dei lavori preparatori propriamente detti o, anche, di quelli di messa a coltura dei terreni naturali. Un esempio del primo caso è costituito dalla trinciatura dei residui colturali (paglie, stoppie, stocchi, ecc.) da eseguire prima dell aratura, mentre il decespugliamento, lo spietramento e il disboscamento possono essere richiamati quali tipici esempi di lavori preliminari del secondo tipo. Lavori di messa a coltura. Sono compresi in questa classe tutti gli interventi realizzati su terreni mai coltivati prima o già coltivati e destinati a ospitare colture legnose C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi