2.4 Il materiale vegetale: funzioni e caratteristiche

C 216 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE 2.4 Il materiale vegetale: funzioni e caratteristiche. Il materiale vegetale da impiegare nella progettazione viene definito softscape, in contrapposizione a hardscape, che include invece tutti gli elementi architettonici quali pavimentazioni, sedute e panchine, scale, muri, pergolati, piscine. La scelta delle piante per un area verde sarà effettuata ponderando gli obiettivi o le funzioni che il verde deve espletare, nonché le caratteristiche morfologiche, fenologiche ed ecologiche delle piante. Di ogni specie, o cultivar, è necessario conoscere le richieste rispetto ai fattori microclimatici, la forma di crescita e il portamento, l aspetto nelle diverse stagioni, la velocità di crescita e la longevità, le dimensioni finali in larghezza e altezza, le esigenze di manutenzione ordinaria e straordinaria, la capacità di auto-propagazione, il periodo di fioritura e di fruttificazione, la suscettibilità a patologie e avversità. 2.4.1 Funzioni del verde. La presenza delle piante ha da sempre molteplici ricadute benefiche sull uomo: produce ossigeno, consuma biossido di carbonio e intercetta polveri e gas tossici presenti nell atmosfera; fornisce ombreggiamento durante l estate; può svolgere funzione frangivento o anti-rumore; difende il suolo dall erosione operata da acqua e vento, per mezzo dell azione di consolidamento delle radici e di assorbimento dell acqua di precipitazione da parte di radici e chioma; fornisce rifugio e fonti di alimentazione alla fauna selvatica; può svolgere funzione di delimitazione visiva di spazi o di delimitazione fisica di proprietà; dà una connotazione specifica al paesaggio; può valorizzare l edificato e generare piacere estetico; migliora lo stato psicologico dell uomo con il suo effetto risposante e rilassante, e può essere impiegata con funzione curativa (terapia orticolturale). 2.4.2 Funzioni del verde in ambito urbano. Nelle città il verde riveste particolare importanza, in quanto alcune sue funzioni risultano utili a mitigare gli effetti negativi del microclima urbano sullo stato psico-fisico dell uomo, mantenendo un ambiente di vita accettabile. Il microclima urbano è caratterizzato da forti escursioni termiche giornaliere e annue, dall effetto isola di calore , per il quale all interno della città la temperatura è mediamente maggiore che in periferia, da aria secca e con elevata concentrazione di sostanze nocive. Per questo, accanto alla funzione ornamentale di arredo svolta dal verde urbano, emerge l importanza di funzioni quali: la depurazione dell aria attraverso l assorbimento di agenti inquinanti e la favorita deposizione di particolato solido; la mitigazione dell escursione termica giornaliera per mezzo dell intercettazione della luce solare durante il giorno e del calore riflesso dal suolo durante la notte; il mantenimento dell umidità atmosferica mediante la traspirazione delle chiome; la mitigazione di vento e rumore.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi