SEZIONE C

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE C 219 creare barriere con una permeabilità pari a circa il 50%, in quanto barriere troppo dense incrementano localmente turbolenze e vortici; usare specie sempreverdi se la barriera deve svolgere la sua funzione in inverno. Se ben realizzata, una barriera frangivento può ridurre del 50% la velocità del vento per distanze sottovento pari a 10-20 volte la sua altezza. suolo. I parametri pedologici che risultano di fondamentale importanza per la scelta delle piante di un area verde sono: a. la profondità, che indica il volume esplorabile dalle radici; b. la tessitura (o granulometria), che dà indicazioni su porosità, aerazione e drenaggio; c. la quantità di sostanza organica, che determina la fertilità; la sostanza organica può provenire da apporti naturali (es. foglie secche in decomposizione) o artificiali (es. letame) ed è tanto più disponibile quanto più rapidamente viene mineralizzata a opera dei microrganismi del terreno. Il processo di mineralizzazione dipende dal livello di aerobiosi (diminuisce in mancanza di ossigeno), dal contenuto idrico (diminuisce in suoli bagnati), dal pH (aumenta per valori neutri), dal rapporto C/N dei residui in decomposizione (aumenta per alti valori di tale rapporto, quindi per valori di C alti rispetto a quelli di N) e dalla temperatura del suolo (diminuisce per valori inferiori a 4 °C); d. il pH, che influenza indirettamente la fertilità del suolo rendendo più o meno disponibili alcuni elementi nutritivi, e a cui alcune specie vegetali risultano particolarmente sensibili. rumore. Il rumore può rappresentare un fattore ambientale di notevole disturbo al benessere umano, soprattutto in ambito urbano; per mitigarlo le specie arboree sono di grande utilità. Al fine di costituire un efficace barriera vegetale anti-rumore vanno prese in considerazione la forma, le dimensioni (altezza e larghezza) e la densità della chioma delle specie vegetali che si intende usare. consigliabile: 1. comporre barriere pluri-stratificate usando specie di diverse dimensioni e habitus vegetativo, anche arbustive se necessario, così da ottenere un efficace azione anti-rumore sia in alto sia in basso; 2. usare specie sempreverdi con chioma densa e foglie coriacee. Per ridurre sensibilmente il rumore è necessario uno spessore della barriera di circa 20 m, spazio che non è sempre disponibile nei luoghi urbanizzati. In tali casi l uso di specie vegetali è abbinato a quello di materiali inerti quali terreno (terrapieni sulla cui cima vengono piantumati alberi e arbusti) e calcestruzzo (muri vegetati, frequenti lungo le vie autostradali). Esigenze ecologiche delle piante temperatura. La resistenza ai valori minimi assoluti di temperatura (al freddo) di una pianta viene definita rusticità ed è alla base della suddivisione del territorio in zone climatiche numerate adottata dal United States Department of Agriculture (USDA). Un adattamento di questa classificazione per l Italia è stato proposto ed è mostrato in Figura 2.11. Questo sistema di classificazione non tiene conto della resistenza delle piante alla durata dei minimi di temperatura né della resistenza ai valori massimi. In base alla sensibilità ai minimi assoluti di temperatura si possono distinguere specie: a. completamente rustiche, che tollerano condizioni di gelo e temperature fino a 220 °C; b. rustiche, che resistono fino a 25 °C; C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi