2.2 Condizioni di lavorabilità del terreno

C 22 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE di lungo o lunghissimo ciclo (es. pioppete, vigneti, frutteti, ecc.). A questo gruppo di lavorazioni appartengono, per esempio, lo scasso e il dissodamento. Lavori preparatori propriamente detti (o lavorazioni principali). Sono quelli che vengono periodicamente eseguiti nell intervallo di tempo compreso tra la raccolta di una coltura principale e la semina di quella successiva. Appartengono a questo gruppo, oltre ai tradizionali lavori di aratura e discissura, anche la lavorazione a due strati, la vangatura e le due classiche miniserie periodiche di lavori del maggese e del rinnovo. Lavori complementari (o lavorazioni secondarie). Comprendono tutte le diverse manipolazioni meccaniche che di norma seguono il lavoro preparatorio principale, con lo scopo fondamentale di realizzare le migliori condizioni per l impianto vero e proprio della coltura (sminuzzamento delle zolle, regolarizzazione del profilo della superficie, distruzione della flora infestante, interramento di concimi e/o fitofarmaci, ecc.). Nel definire il livello di sminuzzamento delle zolle, il principio da seguire è quello di rendere tanto più piccola la zollosità del terreno, quanto più piccolo è il seme, così da ottenere una superficie di contatto in grado di garantire al seme l assorbimento di una quantità di acqua sufficiente a iniziare la germinazione. Lavori consecutivi (o di coltivazione). Trattasi di tutti quegli interventi che vengono effettuati sul terreno quando è già in atto la coltura per contenere la presenza delle piante infestanti, ridurre le perdite di acqua per evaporazione, predisporre la coltura all irrigazione con il metodo dell infiltrazione laterale da solchi, migliorare il contatto tra gli apparati radicali delle piante e il terreno (es. sarchiatura, rullatura, rincalzatura, ecc.). Sotto il profilo pratico-operativo, le lavorazioni del terreno possono essere classificate seguendo anche un criterio prevalentemente temporale, che permette di distinguere le lavorazioni differite dalle lavorazioni contemporanee alla semina. Lavorazioni differite. Raggruppano tutti gli interventi realizzati prima della semina delle colture, con lo scopo principale di esporre la massa terrosa all azione strutturante degli agenti climatici o di controllare con mezzi diversi da quelli chimici la flora avventizia, eventualmente presente, agevolando la successiva e definitiva preparazione del letto di semina. In questa ottica, fra le lavorazioni differite estive rientrano, per esempio, la rottura delle stoppie, la discissura e l aratura; fra quelle differite autunnali sono invece comprese l aratura leggera, la discissura condotta più superficialmente, la rotoaratura e la vangatura; mentre fra quelle invernali si ricorda soprattutto l estirpatura. Lavorazioni contemporanee alla semina. Raggruppano tutte le tecniche di intervento tradizionali che si adottano in sostanziale contemporaneità alle operazioni di semina, sia su terreno precedentemente lavorato sia su terreno non ancora lavorato. Prevedono livelli successivi di semplificazione delle operazioni meccaniche fino alla semina su terreno non lavorato. 2.2 Condizioni di lavorabilità del terreno. L ottenimento dei risultati agronomici desiderati attraverso gli interventi di lavorazione meccanica del terreno può essere condizionato da molteplici fattori, in parte dipendenti dalle caratteristiche fisicomeccaniche del terreno stesso (umidità in particolare) e in parte dovuti alla tipologia d intervento (tipo di attrezzo, profondità, potenza della motrice, ecc.).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi