SEZIONE C

C 220 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE 5 6 7 8 9 10 11 Zona USDA Temperatura Periodo medio minima delle gelate Italia Mondo 5A da 228,8 a 226,2 5B da 226,1 a 223,4 6A da 223,3 a 220,6 6B da 220,5 a 217,8 18 ott. - 30 apr. 7A da 217,7 a 215,0 20 ott. - 25 apr. New York 7B da 214,9 a 212,3 25 ott. - 10 apr. 8A da 212,2 a 29,5 01 nov. - 30 mar. 8B da 29,4 a 26,7 15 nov. - 15 mar. Milano Dallas Roma New Orleans 9A da 26,6 a 23,9 9B da 23,8 a 21,2 10A da 21,1 a 1,6 10B da 1,7 a 4,4 11 superiori a 4,5 Londra San Francisco Lampedusa Miami FIG. 2.11 Zone climatiche in Italia e nel mondo. c. semi-rustiche, che resistono a temperature non inferiori a 0 °C; d. non rustiche, che richiedono temperature minime di 5 °C per sopravvivere. intensità luminosa. In funzione delle loro esigenze in fatto di luce, le piante vengono suddivise in eliofile, che vivono bene in piena luce, e sciafile, che tollerano o amano l ombra. Nella pratica della progettazione si preferisce usare la classificazione in specie da pieno sole (es. Grevillea rosmariniifolia), da mezz ombra (es. Gardenia jasminoides, gardenia) e da ombra (es. Hydrangea aspera). umidità. Rispetto al contenuto idrico del suolo, si individuano in particolare specie molto resistenti a condizioni siccitose, o xerofite (es. Aloe sp.), e specie in grado di sopravvivere al ristagno idrico o alla sommersione (es. Taxodium distichum, cipresso calvo). suolo. In funzione delle preferenze in termini di suolo, si possono individuare in particolare specie amanti dei suoli calcarei (calcicole o calcifile) o alcalini, come Erica carnea (erica), Crataegus sp. (biancospino), Cercis siliquastrum (albero di Giuda), e specie che rifuggono i terreni calcarei e amano quelli acidi (calcifughe o acidofile), come Azalea sp. (azalee), Calluna vulgaris, Camellia sp. (camelie), Pieris japonica. Caratteristiche morfo-fisiologiche delle piante tipo di radici. Conoscere la tipologia di sviluppo dell apparato radicale è fondamentale per capire se una specie è adatta a crescere nel sito a cui è stata destinata, in particolare in riferimento alle specie arboree nel verde pubblico, che incontrano difficoltà quali terreno compattato, asfissia radicale, limitato volume di suolo disponibile, danni da attività di cantiere. Le specie erbacee presentano 2 principali tipi di apparati radicali: 1. apparato radicale fascicolato, in cui le radici sono tutte della stessa grandezza a formare una fitta trama sotto-superficiale; tipico delle Graminaceae, che per questo motivo risultano idonee a formare un cotico come quello del tappeto erboso;

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi