SEZIONE C

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE TAB. 2.3 C 223 Principali tipologie di chioma Colonnare/ fastigiata Cupressus semprevirens (cipresso) Taxus baccata Fastigiata (tasso fastigiato) Orizzontale Pendula/piangente/ Arrotondata/globosa/ Piramidale ricadente ovoidale Cedrus libani Prunus subhirtella (cedro del Libano) Pendula Acer campestre Metasequoia glyptostroboides Viburnum plicatum Mariesii Quercus suber (quercia da sughero) Pinus halepensis (pino d Aleppo) Sophora japonica Pendula FIG. 2.13 Forme topiarie di alberi. La corteccia delle specie arboree può assumere, oltre al marrone, colori interessanti quali bianco, rosso, verde, grigio e può presentare screpolature, desquamazioni a placche e fessurazioni. Alcuni esempi: Corylus avellana Contorta , nocciolo contorto (rami tortuosi); Acer griseum (corteccia aranciata che tende a sfogliarsi con l età); Salix spp. e Cornus spp. (colore dei rami rosso o giallo); Phyllostachys nigra, bambù nero (colore nero dei fusti); Platanus acerifolia, platano (corteccia con placche di diverso colore che tendono a desquamarsi). fogliame. Tessitura e densità del fogliame sono determinanti nel definire giochi di chiaroscuro, unitamente alla capacità di ogni specie di fornire ombra. La tessitura può essere considerata grossolana, media o fine. Le colorazioni della foglia che alcune specie possono manifestare, in tutto l arco dell anno o soltanto in alcune stagioni, è un altro elemento di design. Esempi di tessitura sono: Acer palmatum Dissectum Atropurpureum (fine); Celtis autralis (media); Catalpa bignonioides (grossolana). Esempi di colore permanente: Cotinus coggygria Royal Purple (fogliame di colore rosso); Robinia pseudoacacia Frisia (fogliame di colore giallo-verde). Esempi di colore stagionale: Acer palmatum Osakazuki (fogliame di colore rosso carminio in autunno); Ginkgo biloba (fogliame di colore giallo oro in autunno). fiori. Le caratteristiche di fiori e infiorescenze sono fondamentali nella progettazione per creare effetti ornamentali piacevoli basati sull armonia o sul contrasto: occorre tenere in considerazione forma, dimensione, colore ed eventuale profumo associato a ogni specie, insieme all epoca di fioritura e all eventuale rifiorenza. La scelta degli accostamenti di fioriture diverse deve necessariamente tenere conto della teoria del colore, ossia dell effetto prodotto sulla psiche umana dalla percezione di combinazioni di colori primari (giallo, rosso, blu), colori secondari (arancione, verde, viola), colori terziari (combinazioni di colori primari in cui i due colori componenti non sono presenti in parti uguali), colori complementari (giallo/viola, rosso/verde, blu/ arancione), colori caldi (gialli, arancioni, rossi), colori freddi (verdi, blu, violetti). Esempio di combinazione di colori in armonia: fiori di Iris pallida Aurea Variegata e Viola Sorbet Yesterday, Today and Tomorrow . Esempio di combinazione di colori in contrasto: fiori di Rosa Graham Thomas e Clematis Jackmanii Superba . C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi