2.5.3 Perenni

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE C 225 Le specie bulbose permettono di ottenere fioriture scalari dalla primavera all autunno nelle bordure miste e nelle aiuole formali, possono essere utilizzate per vasi e contenitori, fornire fiori recisi o frutti secchi decorativi ed essere naturalizzate in prati o boschi. Esempi di specie completamente rustiche sono: Anemone nemorosa, anemone (autoctona); Crocus spp.; Cyclamen coum/C. hederifolium, ciclamino; Galanthus nivalis, bucaneve (autoctona); Hyacinthus orientalis cv., giacinto; Iris germanica, iris; Lilium candidum, giglio; Muscari armeniacum; Narcissus cv., narciso; Sternbergia lutea; Tulipa cv., tulipano. Sono specie semi-rustiche: Amaryllis belladonna; Crocosmia cv.; Canna cv.; Dahlia cv., dalia; Gladiolus ibridi, gladiolo. Non rustica è Hippeastrum cv. 2.5.3 Perenni. Sono specie non legnose che vivono più di 2 anni e, superata la fase giovanile, rifioriscono ogni anno. La maggior parte delle specie perenni è costituita da specie erbacee che perdono la parte aerea in inverno per formare una nuova porzione di crescita vegetativa nella primavera successiva; tuttavia ne esistono di sempreverdi. In questa categoria vengono solitamente incluse anche specie semi-legnose, che più propriamente ricadrebbero nella categoria dei suffrutici (specie con base legnosa e fusti erbacei), come Lavandula (lavanda), e piante non superiori come le felci. Le specie perenni sono utilizzate per creare schemi di colore in bordure miste all inglese (mixed border). I risultati di maggiore effetto vengono ottenuti raggruppando le perenni in masse monospecifiche, basandosi sulla larghezza e altezza massima di sviluppo di ogni specie per prevedere l architettura tridimensionale della bordura. Le specie perenni, le loro cultivar e gli ibridi utilizzabili per schemi compositivi in aiuole e bordure sono molto numerosi. Se ne riportano alcuni a titolo di esempio (specie, cultivar cv. e ibridi): specie completamente rustiche (Aster cv., settembrino; Bergenia cordifolia, bergenia; Campanula portenschlagiana; Delphinium cv.; Dianthus deltoides cv.; Echinacea purpurea, echinacea; Geranium sanguineum - specie autoctona; Helleborus niger, rosa di Natale; Heuchera cv.; Hosta cv.; Leucanthemum vulgare autoctona / L. 3 superbum, margherita; Nepeta 3 fassenii; Phlox maculata, P. paniculata; Rudbeckia fulgida Goldsturm ), rustiche (Gunnera manicata) e semirustiche (Verbena bonariensis). 2.5.4 Rampicanti. Le piante rampicanti possono essere auto-aggrappanti mediante austori adesivi (es. Parthenocissus tricuspidata, vite vergine o vite del Canada) e radichette aeree (Hedera helix, edera) oppure non aggrappanti e, in questo caso, necessitano di tutori su cui appoggiarsi e avvilupparsi, circondandoli come Wisteria sinensis (glicine) o agganciandoli mediante viticci come Passiflora caerulea (passiflora). Una categoria a parte è quella della specie scandenti che, anziché arrampicarsi verso l alto, tende a ricadere verso il basso con lunghi rami flessibili e può essere assicurata a un sostegno, alla stregua delle piante rampicanti, qualora la si voglia ricondurre a una forma più ordinata (es. Jasminum nudiflorum, gelsomino di San Giuseppe). Le specie rampicanti possono essere annuali, perenni erbacee o legnose; caducifoglie o sempreverdi e semi-sempreverdi. Vengono utilizzate nella progettazione per ricoprire muri, spalliere, pergole, graticci, sia per scopo estetico-ornamentale sia per mascherare viste indesiderate; possono servire a valorizzare con la loro fioritura esemplari arborei di dimensioni significative su cui vengono indotte ad arrampicarsi (Tab. 2.5). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi