2.6.2 Tetto verde

C 230 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE La scelta del miscuglio di sementi dipende dal tipo di suolo, o substrato, dal clima e microclima del sito di intervento e dagli obiettivi. Un miscuglio equilibrato è composto da: a. specie annuali che fungono da nurse crop, garantendo nel primo anno una rapida copertura del terreno e un altrettanto rapida e abbondante fioritura; b. specie perenni Graminacee; c. specie perenni Dicotiledoni (da fiore). Le specie perenni fioriscono mediamente a partire dal secondo anno, rimpiazzando le specie annuali e costituendo il cotico di prato permanente. La dose di semina consigliata non supera 247 g/m2 (dose indicativa, essendo un miscuglio potenzialmente costituito da sementi di dimensione e peso assai variabili). La composizione del miscuglio può essere costituita da: a. solo specie selvatiche autoctone rispetto al luogo di utilizzo; b. miscugli di specie selvatiche autoctone e specie coltivate esotiche rispetto al luogo di utilizzo; c. solo specie esotiche rispetto al luogo di utilizzo, in funzione del raggiungimento di uno o più dei seguenti obiettivi: estetici (combinazioni di colori, altezze ed epoche di fioritura); ecologici (creazione di un habitat auto-sostenibile nel tempo che richieda limitati interventi di manutenzione); didattici (educazione ambientale); conservazionistici in ambito di aree protette (salvaguardia di particolari specie vegetali e animali a esse associate). 2.6.2 Tetto verde. Un tetto verde è una copertura realizzata con le piante; è detto anche eco-tetto o tetto vivente. La normativa UNI 11235/2007 Istruzioni per la progettazione, l esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde definisce i criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione di coperture continue a verde, in funzione delle particolari situazioni di contesto climatico, di contesto edilizio e di destinazione d impiego . Nella buona pratica i tetti verdi vengono suddivisi in 2 tipologie: 1. intensivi, simili a giardini pensili convenzionali, in quanto completamente fruibili e costituiti da specie erbacee, arbustive e arboree su substrati di 15 30 cm di spessore; non tutte le costruzioni possono sopportarne il peso, è richiesto quindi l intervento di un ingegnere per la valutazione del carico massimo che ogni struttura può affrontare; 2. estensivi, non necessariamente fruibili o visibili, costituiti da specie in grado di svilupparsi su 2415 cm di spessore che richiedono bassa manutenzione (lavoro) e limitate quantità di input (acqua) in virtù della loro resistenza alla radiazione solare e all aridità; pesano poco e non obbligano a considerazioni strutturali importanti, ma sempre e comunque a una valutazione dei carichi. Il termine semi-estensivo , o semi-intensivo , viene talvolta utilizzato per indicare i casi in cui la bassa manutenzione e il limitato consumo di input siano combinati con la fruizione e l intento estetico, con substrati di 10 20 cm di spessore e piante sia erbacee sia suffruticose. I benefici ottenibili con un tetto verde possono essere catalogati in ambientali, economici, ornamentali e sociali.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi