SEZIONE C

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE C 231 Sono vantaggi ambientali: 1. l attenuazione degli effetti negativi dell inquinamento (le piante captano le polveri sottili, riciclano il biossido di carbonio, assorbono sostanze nocive e mitigano il rumore) e del calore generato in ambito urbano nella cosiddetta isola di calore, con conseguente miglioramento del microclima urbano; 2. l assorbimento dell acqua di precipitazione, con riduzione dello scorrimento superficiale sugli edifici e sgravio del deflusso di acque meteoriche sulla rete di raccolta delle acque urbane, diminuzione degli allagamenti causati da eccessiva impermeabilizzazione delle superfici e smaltimento insufficiente da parte della rete; 3. l areazione di habitat per la flora e la fauna (in particolare uccelli e insetti). Sono vantaggi economici: 1. il raffreddamento degli edifici durante l estate con risparmio energetico e riduzione dei costi di condizionamento; 2. l aumento della vita media delle solette sottostanti la copertura verde, mediante la riduzione dell escursione termica stagionale (che su una copertura a verde raramente supera i 20-25 °C tra estate e inverno, contro i 70-80 °C di una copertura tradizionale priva di verde) e la protezione meccanica determinate dalla vegetazione; 3. l incremento del valore degli immobili; 4. la maggior efficienza dei pannelli fotovoltaici, il cui rendimento diminuisce a temperature elevate. Sono vantaggi ornamentali e sociali: 1. il miglioramento estetico di singoli edifici e paesaggistico di vaste aree urbane; 2. l aumento del benessere psico-fisico dei fruitori del tetto verde, che soddisfano il loro bisogno di contatto con la natura; 3. l aggregazione sociale e l uso terapeutico ( terapia orticolturale , ortiterapia ) per uffici, ospedali, case di riposo. La tecnica di realizzazione più affermata è quella multistrato di origine tedesca, che si basa sulla sovrapposizione di diversi strati, ognuno con una specifica funzione tecnica, che nell ordine (dalla soletta del tetto in su) sono (Fig. 2.14): la vegetazione, il substrato di crescita della vegetazione, il drenaggio, lo strato protettivo a tenuta stagna che impedisce al tetto sottostante di subire danni a opera delle radici delle piante o della lisciviazione delle acque meteoriche e di irrigazione. Substrato/terreno per la coltura Strato filtrante FIG. 2.14 Realizzazione multistrato dei tetti verdi. Livello di drenaggio Membrana impermeabile all acqua e resistenza alle radici Isolamento termico Livello di terrazza C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi