2.7 Manutenzione del verde

C 232 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Entro questi parametri di base, un mercato in rapida evoluzione offre molteplici tecniche e materiali di realizzazione, la scelta dei quali dipende in primo luogo dalla struttura costruttiva del tetto da rinverdire. Un secondo approccio alla costruzione di un tetto verde è quello monostrato, in cui il substrato di crescita della vegetazione viene distribuito direttamente sulla soletta, impermeabilizzata e protetta da un eventuale tessuto geotessile. Per ovviare a problemi strutturali di carico, nonché all invasione di malerbe, lo strato avente la funzione di sostenere lo sviluppo delle piante nel metodo multistrato non è costituito da suolo, bensì da un substrato tecnico ottenuto dalla mescolanza di diverse componenti, che devono soddisfare tutte le funzioni che il suolo svolge normalmente per le piante (offrire ancoraggio alle radici, trattenere l acqua per la vita e al contempo far defluire quella in eccesso, fornire elementi nutritivi); in particolare si avrà: 1. una frazione minerale, costituita a sua volta da una frazione grossolana per l assorbimento dell acqua, il mantenimento della struttura e quello dell aerazione dei pori (es. lapillo), e una frazione fine per la ritenzione idrica (es. sabbia di laterizio); 2. una frazione organica per la ritenzione idrica e la disponibilità di nutrienti (es. compost vegetale). Per la tecnica monostrato si utilizzano suolo locale e ghiaia. L insediamento della vegetazione su un tetto verde può essere ottenuto con 4 diverse tecniche: 1. la distribuzione di semi o talee (utilizzati,per esempio rispettivamente per prati fioriti e tappeti di Sedum); 2. il trapianto di piantine cresciute in alveolo o in contenitore; 3. la posa di rotoli o zolle pre-vegetate (utilizzata per i tappeti di Sedum); 4. la colonizzazione spontanea. Le specie da far insediare su un tetto verde vengono scelte in base alla severità delle condizioni ecologiche del sito, alle funzioni che il tetto deve soddisfare (in particolare la fruibilità) e al grado di manutenzione desiderato. Le specie più utilizzate in assoluto sono quelle del genere Sedum (S. acre, S. album, S. rupestre, S. sexangulare, S. spurium), ma si stanno progressivamente affermando specie perenni autoctone dei diversi continenti, reperite da habitat con livelli naturalmente elevati di stress e utili a incrementare la biodiversità urbana. 2.7 Manutenzione del verde. Le aree verdi, una volta realizzate, abbisognano di interventi di manutenzione in merito a irrigazione, fertilizzazione, controllo della vegetazione infestante, potatura, taglio del tappeto erboso, difesa fitosanitaria. In ambito privato è consigliabile inserire tutte le operazioni previste e la tempistica di intervento in un piano di manutenzione, piano che peraltro risulta obbligatorio per i lavori pubblici. In ambito pubblico, inoltre, si distinguono operazioni periodiche di manutenzione ordinaria (potatura di rimonda per l eliminazione di rami secchi, irrigazioni ordinarie e di soccorso, concimazioni, difesa dalle infestanti, difesa fitosanitaria secondo la normativa vigente per arginare la diffusione di particolari malattie) e operazioni di manutenzione straordinaria (potatura di contenimento, potatura di risanamento, abbattimento di esemplari arborei colpiti da fortunali). La manutenzione di aree verdi all interno di parchi e giardini di carattere storico deve essere effettuata nel rispetto delle strutture compositive originarie. Gli oneri di manutenzione di un area verde aumentano qualora la scelta delle specie vegetali sia stata fatta in maniera errata o inopportuna (es. l utilizzo in zone aride di specie a elevato fabbisogno idrico costringe a dotarsi di un impianto di irrigazione e al consumo di notevoli volumi d acqua).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi