2.7.1 Irrigazione

PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE C 233 2.7.1 Irrigazione. Le tecniche di irrigazione più utilizzate per le aree verdi sono: a. a goccia, mediante ala gocciolante, per siepi e aiuole o bordure di arbusti; b. a pioggia, per il tappeto erboso. Gli impianti di irrigazione possono essere fissi (con tubazioni interrate e irrigatori o gocciolatori fissi) oppure mobili (gli irrigatori vengono spostati manualmente in base alle necessità delle diverse zone dell area verde). Gli impianti fissi possono essere manuali o automatizzati; nel secondo caso si ha il vantaggio di poter irrigare anche in ore della giornata idonee per le piante, ma scomode, come le prime ore del mattino. Sono disponibili sul mercato irrigatori statici o dinamici; molto comuni per l irrigazione del tappeto erboso sono gli irrigatori a scomparsa , che vengono collocati appena al di sotto del livello del terreno ed emergono per mezzo della pressione dell acqua alla messa in funzione dell impianto. Per progettare l impianto di irrigazione di un area verde è necessario conoscere portata, pressione e posizione della fonte di alimentazione idrica. 2.7.2 Fertilizzazione. Per le specie arboree e arbustive è consigliabile iniziare a somministrare gli apporti nutrizionali quando esse si siano affrancate dopo il trapianto; in particolare è buona pratica concimare con: a. prodotti organici in autunno-inverno (es. letame), da interrare leggermente o ricoprire con terriccio; b. prodotti minerali in primavera (es. concime complesso ternario N-P-K). possibile anche somministrare concime minerale a lenta cessione al momento della messa a dimora, direttamente nella buca di impianto, prestando attenzione a non porlo a diretto contatto con i tessuti vegetali. Per gli arbusti da fiore (es. rose) è consigliata una concimazione primaverile ad alto titolo di P e K, che favorisce la lignificazione dei tessuti e la produzione di fiori. Per le specie perenni la concimazione va tarata sulle esigenze nutrizionali di ognuna. 2.7.3 Controllo della vegetazione infestante. Per il controllo delle infestanti è necessario conoscere le modalità di riproduzione (per via sessuata seme o per via vegetativa rizomi, stoloni) delle diverse specie. Acquisite queste informazioni, si può agire in maniera preventiva mediante: una corretta preparazione del terreno prima della messa a dimora delle piante (lavorazioni e false semine, diserbi); l uso della tecnica della pacciamatura, che impedisce la germinazione dei semi di infestanti facendo da schermo al passaggio della luce solare, mantiene costante l umidità del suolo e garantisce un risultato estetico piacevole; la pacciamatura viene realizzata con corteccia di conifere di diversa pezzatura (spessore di almeno 8-10 cm) o con lapillo (spessore di almeno 6-8 cm). Altri materiali disponibili sono pomice, cippato di legno, ciottoli, gusci di cacao. Un altra tecnica consiste nella posa di un telo in polipropilene su cui viene successivamente distribuita la corteccia, così che il vero effetto pacciamante sia svolto dal telo e la corteccia assuma un ruolo puramente estetico. In seguito alle piantumazioni si agisce mediante diserbo manuale (sarchiatura) o diserbo chimico, utilizzando erbicidi di pre-emergenza o anti-germinello, di contatto e sistemici. Il controllo delle infestanti è fondamentale nei primi anni dalla messa a dimora delle piante, finché esse non abbiano raggiunto un completo sviluppo e siano in grado di competere autonomamente. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi