3. Inerbimenti tecnici

INERBIMENTI TECNICI C.2 C 235 3. Inerbimenti tecnici Sono da intendere come inerbimenti tutte quelle colture erbacee poliennali che hanno obiettivi diversi da quello di produrre derrate alimentari, foraggi o materie prime. Pertanto gli inerbimenti tecnici e i tappeti erbosi domestici, ornamentali, ricreazionali e sportivi sono da comprendere fra questi. La caratteristica degli inerbimenti è quella di utilizzare il cotico erboso come interfaccia protettiva fra l utenza, o gli agenti atmosferici, e il terreno o il substrato di coltivazione; pertanto è importante non quello che si asporta dalla coltura, ma quanto rimane. 3.1 Ambiente pedoclimatico. Il rapporto fra la pianta e il terreno non è definito, per il tappeto erboso, solo dalla specie che viene coltivata, ma anche dalle modalità di utilizzazione del tappeto erboso stesso. Pertanto le caratteristiche di un terreno, o substrato, che deve ospitare il tappeto erboso di un campo sportivo saranno molto diverse da quelle di un terreno destinato ad accogliere un prato ornamentale di elevato pregio estetico. Per valutare concretamente le caratteristiche del terreno occorre fare l esame di alcuni profili del terreno fino ad almeno 1 m di profondità e sottoporre i campioni, per strati di 10 cm, ad analisi fisico-chimiche. Se il terreno non è coperto da vegetazione consolidata nel tempo o non interessato a coltivazioni (sbancamenti stradali, cave, ecc.), è necessario un esame dell attività biologica del terreno per stabilire le modalità necessarie a stimolarla con sovesci, apporti di residui vegetali o altra sostanza organica, ecc. Gli effetti più evidenti della composizione granulometrica di un terreno sull attività delle piante in genere, ma in modo particolare per quelle da tappeto erboso sottoposto a frequenti tagli e utilizzazioni, sono determinati dalla sua capacità di assorbire, immagazzinare e far percolare l acqua per mantenere buone le condizioni di abitabilità e nutrizionali, in modo da sostenere la pianta nella sua continua necessità di reagire agli stress (anche molto frequenti) del taglio (riduzione dell apparato aereo assimilatore) e della lacerazione dei tessuti (determinata dal calpestamento). I terreni sabbiosi presentano caratteristiche di permeabilità soddisfacenti, ma hanno scarsa capacità di accumulo di acqua disponibile e limitata trattenuta dei nutrienti, per cui si rendono necessarie irrigazioni e concimazioni frequenti, anche se non abbondanti. I terreni argillosi possono immagazzinare elevate quantità di acqua e di nutienti ma, prevalendo in essi la microporosità, hanno scarsa capacità di drenaggio e limitata infiltrabilità dell acqua piovana o irrigua; la facilità con cui si compattano, se umidi, e la loro crepacciabilità, se molto asciutti, li escludono, a meno di interventi ammendanti di rilevante portata, per questa coltivazione. I terreni limosi assommano in sé la maggior parte dei difetti riscontrabili sia nei terreni argillosi (scarsa permeabilità) sia in quelli sabbiosi (limitata attività chimica e di aggregazione). Generalmente, si indica come ideale: un contenuto in s.o. del 3-5%; calcare totale inferiore al 10%, con meno dell 1% di calcare attivo; pH 6,5-7; composizione granulometrica, in cui argilla e limo siano minori del 10-15%; nel triangolo granulometrico è anche riscontrabile un area, in prossimità del vertice sabbioso, che riassume le caratteristiche dei terreni ad alto impiego sportivo. In relazione alla coltivazione dei tappeti erbosi, il clima determina, forse più del tipo di terreno, problemi che riguardano la scelta delle specie e delle loro associazioni e le modalità di gestione, differenziate in relazione all uso cui è destinato il tappeto erboso. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi