SEZIONE C

C 236 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Dal punto di vista climatico il territorio italiano può essere suddiviso in 6 differenti aree che condizionano i criteri di base per l impianto e la gestione. 1. Montagna fredda e più o meno umida: posta in corrispondenza dell arco alpino e delle prealpi; le specie devono avere un ottima resistenza al freddo e all innevamento e rapida ripresa vegetativa in primavera; solo le specie microterme sono adatte a questa zona e la loro gestione deve prevedere sia la preparazione per lo svernamento proteggendole dalle malattie sia l irrigazione estiva se sono sottoposte a uso intenso. 2. Pianura a inverno freddo ed estate arida: comprendente la Pianura Padana con una differenza fra la parte occidentale più fredda e umida e quella orientale più mite. Anche quest area ha le microterme come specie d elezione; la stagione di impiego è più lunga per il minore innevamento. Se è prevista l utilizzazione invernale, la manutenzione deve essere orientata a preparare il tappeto erboso per l inverno con il necessario anticipo sull arrivo delle prime gelate. Durante la stagione vegetativa, a seconda della importanza del tappeto erboso e dell intensità di impiego, gli interventi irrigui devono essere più o meno frequenti, così come le concimazioni. 3. Montagna e alta collina fredda e con estate arida: individuabile nella dorsale appenninica dalla Liguria alla Calabria, presenta molteplici situazioni il cui tratto comune è l inverno freddo, non sempre innevato e la piovosità concentrata nel periodo autunno-invernale con estate arida, spesso ventosa. La durata e la qualità dei tappeti erbosi di microterme sono legate alla disponibilità di acqua per l irrigazione; la gestione deve essere rivolta al massimo immagazzinamento idrico mantenendo una buona struttura dei terreni, in genere pesanti, e a evitare l eccessivo rigoglio della coltura per limitarne i consumi idrici. 4. Area mediterranea semi-arida con inverni freddi: comprende la fascia adriatica che si stende con diversa profondità dalle Marche alla penisola salentina; l area è soggetta a rigori invernali talvolta rilevanti e a ritorni di freddo; le piogge, anche ben distribuite, sono in genere insufficienti. L impiego delle microterme non presenta limitazioni se non manca l acqua per l irrigazione; alcune specie macroterme, le più resistenti al freddo, possono essere impiegate accettandone lo scolorimento invernale. Per la manutenzione è importante la preparazione del cotico per il periodo invernale. 5. Area mediterranea subumida con inverni freschi: si estende sulla costa tirrenica dalla fascia costiera ligure al Golfo di Policastro, seguendo a est la media collina appenninica. L inverno è in genere meno freddo di quello dell area mediterranea e la piovosità, concentrata nel periodo autunno-primaverile, è sufficiente per la sopravvivenza della maggior parte delle specie microterme da tappeto erboso. Le macroterme, che nelle zone più calde della costa vegetano anche tutto l anno, possono essere impiegate mettendo in conto la trasemina a fine estate con microterme a rapido insediamento; l irrigazione è necessaria. 6. Area caldo-arida: si estende alle isole maggiori e dalla penisola salentina alla costa tirrenica della Calabria. Le piogge sono insufficienti e mal distribuite con un lungo periodo di aridità primaverile-autunnale; i freddi invernali sono in genere poco importanti e di durata limitata. La zona può ospitare le maggiori macroterme da tappeto erboso, che possono vegetare tutto l anno richiedendo un elevato impegno tecnico sia per l irrigazione sia per la concimazione. Con abbondanti disponibilità idriche è attuabile l impianto anche con le microterme più resistenti al caldo e agli stress idrici.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi