3.3 Pratiche colturali

INERBIMENTI TECNICI C 245 3.3 Pratiche colturali. Come per tutte le colture, gli interventi agronomici sul tappeto erboso vanno ordinati secondo una sequenza logica (itinerario tecnico), il cui ordine va studiato e realizzato in funzione delle modalità di utilizzazione e dell andamento climatico. 3.3.1 Taglio. Il taglio del tappeto erboso è l intervento agronomico che conferisce alla coltura le caratteristiche tecniche ed estetiche necessarie alla sua utilizzazione. I parametri che regolano quest operazione sono il tipo, l altezza, la frequenza, il momento e l andamento del taglio. Le attrezzature attualmente disponibili producono due tipi di taglio a cui le specie coltivate per il tappeto erboso si adattano in modo diverso dando superfici erbose con caratteristiche differenti. Il taglio netto della falciatrice elicoidale, che dà un taglio netto con margini lineari, viene impiegato nei tappeti erbosi di elevata qualità perché consente di mantenere costanti le caratteristiche meccaniche del cotico rispetto alle sollecitazioni esterne (rimbalzi di palle, elasticità, morbidezza), di effettuare tagli molto bassi (0,3-1 cm) su specie adatte a sopportarli, come l Agrostis stolonifera L. o i Cynodon ibridi e, inoltre, riduce la superficie di accesso per eventuali infezioni e la perdita di acqua. L operazione deve essere sempre tempestiva perché la macchina non è adatta a tagliare grandi masse d erba e l altezza di intervento non dovrebbe mai interessare erba alta più di 1,5 volte l altezza a cui deve essere mantenuto il tappeto erboso. Il taglio effettuato dalla rotofalciatrice ha margini più o meno irregolari a seconda dell affilamento del rotore e si adatta a ogni tipo di prato di cui si possono accettare temporanee carenze di colore o di densità rispetto allo standard progettato. Consente interventi anche tardivi con l erba cresciuta più di quanto necessario ed è in genere più rapido del taglio con l elicoidale, ma molto meno accurato, interferendo con le capacità di ricaccio e quindi di recupero del cotico. Dello stesso tipo, ma ancora più sfrangiato e irregolare è il taglio dei distruggitori, trituratori o trincia stocchi, spesso portati da bracci snodati azionati da impianti oleodinamici di trattrici di grande potenza, con cui si effettuano le manutenzioni di superfici irregolari per dimensioni e pendenza, come le scarpate TAB. 2.13 Altezze di taglio (cm) di specie per tappeti stradali. erbosi di qualità medio-alta L altezza di taglio, valutata riAltezza di Altezza di spetto alla superficie del terreno, Specie mantenimento intervento è una caratteristica di ogni tipo Microterme di tappeto erboso ed è definita 2,5 4,0 Agrostis tenuis dalle specie presenti e dall im0,6 1,0 Agrostis stolonifera piego che di questo viene fatto. 4,0 6,0 Festuca rubra In Tabella 2.13 sono riportate al5,0 7,5 Poa pratensis cune altezze, sia di manutenzio5,0 7,5 Lolium perenne ne sia di intervento, per il taglio. 5,0 7,5 Festuca arundinacea Se la qualità non è rilevante per Macroterme sostenere l impiego previsto, l al5,0 7,5 Buchloe dactyloides tezza di taglio può variare anche 5,0 7,5 Eremochloa ophiuroides molto; conviene comunque che 0,6-2,5 1,0-4,0 Cynodon ssp. (ibridi) 5,0 7,5 Stenotaphrum secundatum le piante non superino mai lo sta2,5-5,0 4,0-7,5 Zoysia ssp. dio di inizio levata. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi