3.3.3 Irrigazione

INERBIMENTI TECNICI C 247 L utilizzazione di concimi semplici consente di rifornire il terreno anche di molti altri macro e microelementi necessari alla pianta, ma rende complesse e costose le operazioni di spargimento. Inoltre per spargere in modo uniforme dosi contenute di elementi nutritivi, occorre ricorrere a concimi a basso titolo in grado di gestire una massa di concime che, per raggiungere il miglior risultato, dovrebbe essere suddivisa, almeno per superfici limitate, in due parti da spargere seguendo due successivi itinerari incrociati. Se il pH risulta esterno all intervallo 6-7,5 la disponibilità di gran parte degli elementi nutritivi diminuisce e quindi le somministrazioni devono essere incrementate rispetto ai valori areici indicati e diventa importante la somministrazione di zolfo, ferro e magnesio. 3.3.3 Irrigazione. Generalmente condotta per aspersione e con impianti automatizzati per le superfici inerbite più curate e di migliore qualità, deve rispondere ai requisiti d impiego di ogni tipo di tappeto erboso. Solo in alcuni terreni artificiali sabbiosi può essere utilizzata l irrigazione freatica che consente superfici piane ed elimina le interferenze delle parti affioranti degli impianti per aspersione. Il tappeto erboso di qualità non sopporta ampie oscillazioni del potenziale dell acqua nel terreno ma soprattutto, avendo un apparato radicale molto superficiale, richiede acqua nei primi strati del terreno dove l immagazzinamento è ridotto e quindi di breve durata. La gestione dell irrigazione deve essere basata su criteri legati all andamento climatico, misurato, se possibile, su scala giornaliera. Valori indicativi del consumo idrico di alcune specie utilizzate per la formazione dei tappeti erbosi, espresso in termini di evapotraspirazione effettiva, sono riportati in Tabella 2.14; i valori inferiori riguardano ambienti o momenti climatici che attenuano le capacità di sviluppo delle piante; quelli più elevati momenti climatici in cui è possibile la massima espressione delle possibilità produttive della stessa pianta. TAB. 2.14 Valori minimi e massimi dell evapotraspirazione giornaliera estiva (ETE) di alcune specie da tappeto erboso (mm) Livello Molto basso Basso Medio Specie Macroterme Buchloe dactiloides Cynodon ssp. (ibridi) Eremochloa ophiuroides Cynodon dactylon Zoysia ssp. Microterme Festuca longifolia F. rubra commutata F. rubra rubra Paspalum notatum Paspalum vaginatum Stenotaphrum secundatum Lolium perenne Axonopus ssp. Pennisetum clandestinum Elevato Festuca arundinacea Agrostis stolonifera Poa annua Poa pratensis Lolium multiflorum ETE (mm/d) 5,0-7,0 3,1-7,0 3,8-9,0 3,0-9,0 3,5-8,0 7,0-8,5 7,0-8,5 7,0-8,5 6,0-8,5 6,0-8,5 3,3-6,9 6,6-11,2 8,8-10,0 8,5-10,0 3,6-12,6 5,0-10,0 10,0-13,0 4,0-11,0 10,0-15,0 C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi